Vietato essere pessimisti

Vietato essere pessimisti

Le cose vanno un po’ meglio, non è che va tutto bene. Però se tutti i cartelli stradali riportassero ciascuno una cosa bella che abbiamo in Italia, beh forse gli italiani sarebbero meno disfattisti e guarderebbero con maggiore fiducia alla ripresa.
Queste le parole di Renzi alla scuola di formazione del partito democratico. La trovata dei cartelli, di Farinetti.

Qualsiasi narrazione che va contro questo paradigma è cancellata. Ignorata. A farne le spese anche il mio “Uno splendido insuccesso imprenditoriale”, dove malgrado lo splendido, la parola insuccesso è finita nelle maglie della censura del – io penso positivo – . E pensare che, una volta si diceva – sbagliando si impara -. Macché, anche sui proverbi c’é una stretta senza precedenti. Tanto è vero che al prossimo Salone del Libro di Torino, dove i tornelli ottimisti segnano già un certo numero di visitatori anche se la kermesse non è ancora iniziata, a parlare di start up ci sarà probabilmente Riccardo Luna, un giornalista che ha animato testate dedicate al mondo delle tecnologie e dell’innovazione e che collaborato molto con Giacobbo (vedi alla voce Kazzenger). Di Riccardo Luna paradigmatica è l’intervista a Tim Cook di poco tempo fa dalla quale si deduceva che la Apple a Napoli avrebbe aperto un centro di ricerca dando lavoro a circa 600 persone. Si tratterà, se va bene, di un centro di formazione, però chi lo dice è senz’altro un pessimista.

Si muore in Libia, l’Anas continua a essere al cento di inchieste di corruzione e di opache gestioni degli appalti malgrado i supereroi come Cantone. Le Banche continuano a non essere dalla parte dei cittadini a riprova del fatto che la politica non riesce a ristabilire un primato rispetto agli interessi.
L’idea dell’alternanza scuola lavoro è una minchiata bella e buona che fa il paio con le tre “i” Berlusconiane, e, sebbene i ranking valgono spesso i criteri su cui si basano, un recente studio stilato dall’università di Oxford, dice che le uniche due università italiane nelle prime cento posizioni sono la Sant’Anna e la Normale a Pisa. Certo non avranno pesato positivamente, come fa notare Francesco Merlo, le lectio magistralis di Briatore e Schettino.
Perché, se ci si imparenta tra consanguinei, vengono fuori figli scemi. E i dipartimenti delle università italiane sono piene di coppie di marito e moglie. Che certamente non aiutano né gli studenti né il ranking. Ma questo sul cartello non lo mettiamo. Le cose negative infatti più che sul cartello stanno sul palo e il palo…

ultima modifica: 2016-03-13T10:46:36+00:00 da Michele Fronterrè
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