Aerospazio, vi racconto il decollo di Ala tra Usa e Europa. Parla Scaramella

Aerospazio, vi racconto il decollo di Ala tra Usa e Europa. Parla Scaramella

Quella di Ala, il gruppo italiano specializzato nella distribuzione, logistica e fornitura di servizi per l’industria aerospaziale, è una storia di trasformazione di un’azienda che nasce in Italia e diventa una multinazionale, che vuole crescere con acquisizioni e anche assumendo personale: “Oggi siamo 150, con l’acquisizione di Stag diventiamo 240 e continueremo a crescere soprattutto in Italia”, dice in una conversazione con Formiche.net l’amministratore delegato Roberto Scaramella a pochi giorni dall’annuncio di un accordo definitivo per l’acquisizione del gruppo britannico Stag, distributore internazionale e fornitore di servizi per l’industria aerospaziale, con una forte presenza in Francia e nel Regno Unito.

COME NASCE

Ala (Advanced Logistics for Aerosapace) ha la sede principale a Napoli e impianti di produzione e società operative in Europa e in Nord America. Attivo con questo nome dal 2009, il gruppo è nato 7 anni fa dall’unione di due aziende, Aip Italia e Avio Import, che operavano nel settore da più di 25 anni, con specializzazioni simili ma su aree geografiche differenti. “Gli imprenditori di quelle società hanno avuto l’intuizione di mettere insieme le forze e di creare un campione nazionale, invece di competere fra di loro”, racconta Scaramella. Tra i clienti della società l’ad cita alcuni dei contratti non coperti da confidenzialità. Nella lista ci sono i più grandi costruttori di aerei e motori nel mondo come Finmeccanica, Boieng, General Electric e Lockheed Martin. Nel mercato globale Ala compete invece con grandi player, come i due colossi americani, Wesco e Klx, un terzo player inglese, Pattonair, e un operatore ex europeo, diventato cinese, Align, operativo prevalentemente in Asia.

COSA FA ALA

Nel settore aeronautico Ala svolge prevalentemente due funzioni: “Una è l’attività di service provider, quindi gestiamo il materiale aeronautico per conto dei grandi costruttori di aerei e di motori aerei, e gli consentiamo di avere un approvvigionamento di materiali cosiddetto just in time, perché ci occupiamo noi di tutta l’alimentazione dei materiali. L’altro pezzo di lavoro che noi facciamo è un vero e proprio trading sul materiale aeronautico: facciamo acquisti in grande quantità dai grandi costruttori mondiali, e portiamo materiale disponibile per i costruttori che ne dovessero aver bisogno”, spiega l’ex amministratore delegato di Meridiana.

IL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

Aggiunge Scaramella: “Quando sono arrivato in Ala si è aperta l’opportunità di affrontare il mercato internazionale, che nell’aeronautica è il mondo americano e quello nord europeo. Siamo già presenti negli Stati Uniti dal 2010 attraverso l’acquisizione di un’azienda che si chiama Aerolyusa, che è parte del gruppo Ala corporation. Ci mancava la presenza in Nord Europa, e quindi abbiamo identificato questa azienda, Stag, e dopo un lungo negoziato, siamo riusciti a portare a completamento il progetto di acquisizione”.

COSA CAMBIA CON STAG

L’operazione rappresenta un tassello ulteriore verso la trasformazione dell’azienda italiana in una vera e propria multinazionale del settore: “Industrialmente l’acquisizione ci apre delle strade importanti – commenta Scaramella -. Saremo nelle condizioni di offrire i nostri servizi a player più grandi in aree geografiche differenti. Oggi infatti uno dei fattori di limitazione alla crescita era la nostra incapacità di seguire i grandi clienti dappertutto nel mondo”.
Ma importanti novità si aprono anche da un punto di vista organizzativo: “Questo presuppone la costituzione di un team di coordinamento che si chiama Ala corporation che da Napoli, coordinerà le attività di tutte le aree geografiche. Per questo stiamo portando in Italia delle competenze internazionali, per aiutami in questo progetto di sviluppo e di crescita internazionale”, racconta il manager.

DIMENSIONI E FATTURATO

“Con l’acquisizione passiamo da 100 a circa 150 milioni di euro equivalenti di fatturato e diventiamo come dimensioni il quinto player mondiale, terzo in Europa”, spiega Scaramella specificando che nel 2015 il 25% del fatturato ha riguardato il business nord americano e il 75% l’Italia. “Nel 2010 la società era al 100% italiana, entro il 2017 saremo al 50% internazionali. È un percorso di internazionalizzazione cominciato da 5 anni ma che prenderà piena forma dopo che avremo consolidato questa acquisizione in Inghilterra e Francia”, sottolinea l’ad del gruppo.

PROGETTI FUTURI

Nonostante il tasso di crescita sia maggiore all’estero che nel nostro paese, il focus di Ala sull’Italia rimane importante: “Stiamo guardando all’opportunità di ampliare i nostri magazzini in Italia, sia al Nord che al Sud, dove oggi riforniamo i nostri clienti partendo dalle basi operative di Napoli e di Torino”.
E dopo il consolidamento dell’acquisizione internazionale ci sarà spazio per nuovi mercati: “Stiamo cominciando a guardare ai mercati in crescita, ovvero alla Cina, al sud est asiatico, e all’America Latina”.

L’AEROSPAZIO IN ITALIA

“Quello aerospaziale è un settore di eccellenza in Italia e questo è dimostrato dal fatto che noi siamo il sesto paese produttore al mondo. Ma commercialmente non siamo neanche nei primi 50 perché in Italia aerei ed elicotteri se ne vendono molto pochi”, commenta il manager.

“Per gestire questo squilibrio è importante essere competitivi. Per farlo occorre continuare ad innovare, che è quello che noi cerchiamo di fare insieme a tutti gli operatori del settore per spingere questa capacità industriale italiana non solo in Italia ma anche all’estero. Io vedo che i grandi operatori italiani stanno seguendo la nostra strada, ovvero guardare ai mercati internazionali, mantenendo la base produttiva e di sviluppo in Italia”, conclude Scaramella.

ultima modifica: 2016-06-01T07:13:07+00:00 da Valeria Covato

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