Cosa faremo per il contratto dei metalmeccanici

Cosa faremo per il contratto dei metalmeccanici
L'intervento di Rocco Palombella, segretario generale della Uilm

L’articolo del Segretario generale della Uilm per il giornale “Fabbrica Società” che sarà on line martedì 25 ottobre

È sotto gli occhi di tutti che il mese di novembre sarà fondamentale per le sorti del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici. Dalla sintesi del lavoro svolto nelle riunioni tecniche ed in ristretta, al tavolo negoziale con Federmeccanica ed Assistal, programmate fino al termine del mese in corso e anche per la mattina del 3 novembre, potremo capire se esisteranno concretamente le condizioni per un affondo finale, utile a dare un epilogo positivo ad una vertenza contrattuale che si trascina ormai da troppo tempo.

Il contratto dei metalmeccanici va rinnovato bene e senza ulteriori indugi. Nelle valutazioni che sovente svolgiamo al riguardo ci manteniamo cauti, ma allo stato dei fatti non possiamo celare una sorta di ottimismo. Lo abbiamo detto, ripetuto e scritto più volte: il Ccnl in questione può rinnovarsi bene se riusciremo a risolvere di comune accordo il tema della copertura dell’inflazione che a nostro parere dovrà essere integrale.

La proposta di Federmeccanica-Assistal, presentata il 28 settembre scorso, prevede di garantire a tutti i lavoratori, a consuntivo, il recupero dell’inflazione reale secondo precise percentuali scandite nel tempo: del 100% nel 2017, del 75% nel 2018 e del 50% nel 2019. Parallelamente, secondo la medesima proposta il welfare aziendale verrebbe rinforzato, ricorrendo anche alla previdenza complementare.

Federmeccanica ha avanzato l’ipotesi di ridurre il contributo minimo a carico del lavoratore (1,2%), rafforzando quello a carico delle imprese (dall’1,6% al 2%). Per Federmeccanica-Assistal, inoltre, gli adeguamenti dei minimi contrattuali dovrebbero assorbire, dal 2017, le parti fisse delle retribuzioni. Per quel che riguarda la contrattazione di secondo livello la proposta degli industriali meccanici prevede premi di risultato esclusivamente variabili per distribuire la ricchezza eventualmente prodotta in azienda ma conferma anche i 480 euro di elemento perequativo annuo per tutti quei lavoratori le cui aziende non fanno contrattazione integrativa.

Quanto al welfare, la proposta definisce il riconoscimento a carico delle imprese di un pacchetto detassato di “flexible benefits”, dal carrello della spesa ai buoni benzina, dalle spese scolastiche a quelle del trasporto per importi pari a 100 euro annui per tutti i lavoratori nel 2017, 150 euro nel 2018 e 200 euro nel 2019. Per quel che ci riguarda abbiamo replicato, a proposito di salario, che siamo disponibili a percepire l’inflazione registrata in busta paga dei lavoratori con modalità “ex post”, ma dobbiamo averla tutta, dal 2017 al 2019 e non secondo parametri percentuali. Per paradosso, proprio nell’anno in cui l’inflazione sarebbe più alta, che è il 2019, nello schema degli imprenditori metalmeccanici, viene prevista la restituzione della metà di quella rilevata. Su questo punto non ci possono essere dubbi: deve realizzarsi integralmente la copertura inflattiva dei salari. Inoltre, sempre secondo il giudizio della nostra parte, non si può agire attraverso assorbimenti, né per voci di contratto nazionale o aziendale, né per superminimi individuali.

Per il resto vanno apprezzate le proposte della parte imprenditoriale sull’aumento della contribuzione verso il fondo di previdenza integrativa Cometa, sull’estensione dell’assistenza sanitaria integrativa a tutti i dipendenti metalmeccanici e ai familiari a carico, così come sulle erogazione dei “flexible benefits”. Infine, ci sono le effettive condizioni, perché attraverso questo contratto si possa dare il giusto spazio ai diritti di informazione; a quelli inerenti alla partecipazione dei lavoratori, al ruolo più efficace dei rappresentanti dei lavoratori alla salute e sicurezza. Insomma, esistono tutti i presupposti, perché il nostro contratto venga rinnovato, ma per farlo devono deciderlo le due parti sedute al tavolo.

Più di un milione e seicentomila addetti aspettano il rinnovo di questo Ccnl scaduto nel dicembre del 2015 con trattative contrattuali in corso da circa un anno. Dobbiamo riuscire nell’impresa, soprattutto perché può rivelarsi utile per l’intera economia nazionale. Siamo dentro una fase economica assai delicata, con enormi liquidità in circolazione e bassi tassi di interesse. Il tasso d’inflazione prossimo allo zero, il basso prezzo del petrolio, il deprezzamento dell’euro possono determinare più danni che vantaggi.

Rinnovare il nostro contratto, attraverso l’incremento dei salari, può aiutare a spingere in alto la crescita dei consumi. Far crescere le retribuzioni in un importante settore industriale come il nostro, può essere il giusto segnale di prospettiva per tante famiglie che dal tempo della crisi globale hanno perso reddito, stabilità e certezze esistenziali. Di sicuro, rinnovare i contratti è importante, ma non risolutivo per l’economia nazionale. L’Europa e l’Italia, a tal proposito, dovranno rafforzare l’integrazione delle proprie economie attraverso un’imponente politica basata su investimenti, infrastrutture, innovazione, industria. Solo così l’industria e la manifattura potranno tornare al centro della politica economica del Paese.

Il mese di novembre si caratterizzerà anche per un fondamentale appuntamento per la vita della Uil: la Nona Conferenza d’Organizzazione, a Roma dal 3 al 5 del mese suddetto. Un appuntamento che mette al centro ancora una volta la passione per il Lavoro e che segue la grande Kermesse tenuta a Bellaria quattro anni fa. A due anni dal Congresso nazionale della Uil, tenuto a Roma, e che ha visto l’elezione a segretario generale di Carmelo Barbagallo, la nuova assise nazionale dimostrerà la capacità del nostro sindacato di guardare al futuro, poggiando su solide fondamenta. Noi ci saremo con una delegazione di 28 dirigenti, tra quelli che partecipano di diritto e quelli eletti dal nostro Consiglio nazionale dello scorso 26 luglio.

È bene ricordare che anche noi, come Uilm, svolgeremo la nostra Conferenza di Organizzazione, la Undicesima da quando esiste il nostro sindacato. I lavori della stessa si svolgeranno a Pesaro dal 21 al 22 febbraio e all’assise in questione prenderanno parte 250 nostri delegati sindacali. Quel che diremo sia nell’appuntamento di Roma che in quello di Pesaro? Contribuiremo al dibattito con la capacità di cui siamo capaci di pensare, esporre idee, indicare soluzioni. Mai come ora è necessario andare avanti nella valorizzazione delle presenza Uilm sui luoghi di lavoro e sul territorio e occorre ricercare sinergie con tutte le categorie della Uil che operano nel settore industriale per una maggior condivisione dell’azione sindacale. Ed occorre continuare a dare sostegno, forza e vigore alla Uil e alla leadership che la guida in questa difficile fase economica. Noi ci siamo e ci saremo: oggi, ancora in attesa di fare il contratto; domani, dopo che lo avremo fatto.

ultima modifica: 2016-10-19T08:00:20+00:00 da Rocco Palombella

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