Referendum articolo 18, perché è salutare il no della Corte costituzionale

Referendum articolo 18, perché è salutare il no della Corte costituzionale
Il commento dell'avvocato De Palma (studio Orsingher Ortu di Milano)

Ci siamo, finalmente. La Corte Costituzionale – riunitasi ieri in Camera di Consiglio – ha ritenuto ammissibili solo due dei tre quesiti di referendum abrogativo promossi dalla Cgil nel marzo scorso.

Mentre hanno passato il vaglio di ammissibilità il quesito in tema di appalto e quello relativo al lavoro accessorio, è stato invece dichiarato inammissibile il quesito certamente più “caldo”, quello sui licenziamenti. Quesito che avrebbe potuto, quanto meno sulla carta, non solo mandare in fumo il fulcro delle riforme degli ultimi cinque anni (Fornero e Jobs Act), ma avrebbe potuto addirittura estendere l’ambito di applicazione della tutela reintegratoria (nella versione risalente agli anni ’70) a tutti i datori di lavoro con almeno 6 dipendenti. Nemmeno negli anni 70…

Pericolo scongiurato.

Alessandro De Palma, partner di Orsingher Ortu – Avvocati Associati

ultima modifica: 2017-01-12T08:39:07+00:00 da Alessandro De Palma

 

 

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