105 Buone pratiche di Efficienza energetica made in Italy

105 Buone pratiche di Efficienza energetica made in Italy
Chi c'era e cosa si è detto alla presentazione del libro “105 Buone pratiche di Efficienza Energetica made in Italy" curato da Kyoto Club

“Fare sistema tra pubblico e privato”. Questo uno degli obiettivi da centrare nel campo dell’efficienza energetica, sostiene Laura Bruni, coordinatrice del gruppo di lavoro “Efficienza energetica” di Kyoto Club e direttore affari istituzionali di Schneider Electric, durante l’odierno convegno di presentazione del libro “105 Buone pratiche di Efficienza Energetica made in Italy” (Edizioni Ambiente, Collana KyotoBooks).

Le 105 esperienze raccolte proprio dal gruppo di lavoro del Kyoto Club per qualità, innovazione e risultati raggiunti si pongono come esempi che possono orientare in modo virtuoso policy, normazione e finanziamenti a livello nazionale ed europeo.

Come sostiene Ilaria Bertini, direttore aggiunto Utee di Enea, è fondamentale comunicare in maniera efficace alcune informazioni che riguardano i semplici cittadini, che possono riuscire anche da soli a valutare come risparmiare sulle bollette finali. Perché, dice, “efficienza energetica equivale a meno consumi e quindi a meno costi per tutti, ma a volte per i cittadini comuni l’aspetto energetico non è nemmeno un lato prioritario o realmente approcciabile. Si pensi alla questione del risparmio che può arrivare solo dopo un investimento iniziale che non tutti sono disposti a mettere in atto. Per questo si stanno studiando modalità di finanziamenti agevolati per investire in mezzi che possano rendere più efficiente l’energia dentro le abitazioni”. Infatti, ricorda Bertini, che nella questione degli edifici e dell’edilizia purtroppo siamo fanalino di coda in Europa, come nei trasporti.

Anche se le grandi aziende in Italia hanno fatto molto dal punto di vista degli investimenti, “ora è importante puntare appunto sui singoli cittadini supportandoli con agevolazioni e sulle piccole e medie imprese”. Bertini continua sostenendo che “rimodernare processi produttivi vuol dire riservare risorse anche alle assunzioni che il mercato dell’efficienza energetica offre”. Naturalmente gli ostacoli, secondo Bertini, ci sono e vanno cercati nella mancanza di tempo delle aziende e a volte anche di competenze, ma “positivo è stato il risultato raggiunto con le 15mila diagnosi energetiche inviate all’Enea che segnano un successo a livello europeo di quello che non è stato visto come un obbligo, ma come un’opportunità” in base all’attuazione della Direttiva sull’efficienza energetica per i check up nelle aziende.

Il suggerimento che arriva dall’esponente del ministero dell’Ambiente, Maurizio Pernice, direttore generale per il clima e l’energia, è di “rendere più fruibili le esperienze raccontate nel testo anche per i non addetti ai lavori”. Consiglia costruttivamente di poter dare indicazioni ad esempio agli amministratori di condominio per iniziare a familiarizzare con alcuni risparmi energetici, prendendo ad esempio anche l’associazione geometri che “nel loro statuto ha inserito parametri di efficienza energetica per le costruzioni”.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club che ha curato l’introduzione del libro, sottolinea: “Sulla priorità da dare all’efficienza energetica sono tutti d’accordo. La revisione della SEN (Strategia Energetica Nazionale), annunciata dal ministro Calenda, deve raccogliere, attraverso un ampio processo partecipato, le indicazioni provenienti dai vari attori, prevedendo un deciso potenziamento delle politiche di intervento in coerenza con l’innalzamento dal 27% al 30% dell’obiettivo 2030 di riduzione dei consumi proposto dalla Commissione Europea”.

L’appuntamento di oggi, svoltosi presso lo Spazio Europa gestito dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, è il primo di una serie di incontri per il lancio del volume, disponibile in libreria, che sarà anche presentato a Bruxelles presso la sede della Commissione Ue come esempio e indirizzo per l’intero contesto europeo.

ultima modifica: 2017-01-26T18:32:13+00:00 da Francesca Scaringella

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