Appello per salvare i nomi italiani in Alto Adige: intervenga la Corte Costituzionale

Appello per salvare i nomi italiani in Alto Adige: intervenga la Corte Costituzionale
Pubblichiamo il nuovo appello che cinquanta docenti (italiani e stranieri) hanno elaborato e firmato, inviandolo al capo dello Stato e ad altre istituzioni, per salvare la toponomastica italiana in Alto Adige e chiedere l'intervento della Corte Costituzionale.

NUOVO APPELLO

 del mondo accademico italiano e internazionale per salvare i nomi di luogo italiani in Alto Adige e sollecitare la sentenza della Corte Costituzionale sulla toponomastica bilingue

“Qual è il problema se in Italia esistono, accanto ai nomi tedeschi, i nomi italiani?”

Al Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Al Signor Presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi

Alle Signore e ai Signori Giudici Costituzionali

A Tutte le Istituzioni del Parlamento, del Governo, della Provincia autonoma di Bolzano e della Commissione dei Sei

Facendo seguito all’Appello dei 48 docenti di lingua italiana e tedesca che, insieme con l’Accademia della Crusca, il 12 ottobre scorso si rivolsero alle massime Istituzioni del nostro Paese per esortarle a salvare la secolare dizione italiana della toponomastica bilingue italiano-tedesca in Alto Adige, messa gravemente in pericolo da un’ipotesi di norma d’attuazione della Commissione paritetica Stato/Provincia autonoma di Bolzano, detta dei Sei;

condividendo in pieno la lettera e lo spirito di quell’Appello, nato per sollecitare il rispetto della Costituzione e l’obbligo inderogabile e paritario del bilinguismo italiano e tedesco in Alto Adige sancito dall’Accordo De Gasperi – Gruber del 1946 e fatto proprio dalle norme costituzionali del vigente Statuto speciale di autonomia provinciale del 1972. Norme che, oltre ad assegnare alla Provincia di Bolzano non già la potestà di cancellare i nomi italiani, ma di dare ufficialità ai toponimi tedeschi e ladini (art. 101 e 102 dello Statuto), espressamente chiariscono che l’italiano “è la lingua ufficiale dello Stato” e “fa testo negli atti aventi carattere legislativo e nei casi nei quali dal presente Statuto è prevista la redazione bilingue” (articolo 99);

ricordando che dal 2012 la Corte Costituzionale è stata chiamata ad esprimersi con sentenza su un ricorso promosso dal Governo contro una legge provinciale altoatesina che intendeva sradicare gran parte del secolare patrimonio culturale e linguistico di migliaia di nomi italiani, ma che l’esame del ricorso è stato continuamente rinviato;

venuti a conoscenza che la sopracitata Commissione dei Sei si accinge ad approvare una norma d’attuazione di rango costituzionale sulla toponomastica, nonostante gli inviti istituzionali e culturali arrivati da ogni parte affinché non si limitino i diritti di nessuno e si rispetti la storia d’Italia;

considerato che si vorrebbe far passare addirittura come “compromesso” ciò che invece si configurerebbe come un inconcepibile atto di prevaricazione e mortificazione della cultura, della lingua e della storia italiane, immotivato dal punto di vista linguistico, improponibile dal punto di vista giuridico e infondato dal punto di vista storico: qual è il problema se in Italia esistono, accanto ai nomi tedeschi, i nomi italiani?

rilevato che qualunque decisione di detta Commissione aprirebbe un grave precedente, perché di fatto i Sei finirebbero per intervenire con norma di rango costituzionale proprio su una questione per la quale è stata chiamata ad esprimersi la Corte Costituzionale;

sottolineato che qualunque provvedimento della Commissione dei Sei, teso ad inventare procedure, non previste neppure dallo Statuto speciale di autonomia, per abolire, ridurre o mettere in discussione secolari toponimi italiani, violerebbe prima di tutto il buon senso: in quale Paese dell’universo si consentirebbe di eliminare dall’uso pubblico la lingua ufficiale e nazionale parlata dai suoi cittadini?

constatato che già circolano, per essere incredibilmente allegati alla prospettata norma di attuazione, elenchi simili a “liste di proscrizione” di toponimi italiani precedentemente selezionati e già destinati ad essere cancellati. E che calcoli pubblici mai smentiti stimano un esito finale consistente nell’addio al 60 % delle dizioni italiane di migliaia di toponimi che rappresentano il secolare patrimonio linguistico italiano in Alto Adige;

visto che tutto ciò rischia di assumere solamente un polemico significato di anacronistico ritorno al passato e di incomprensibile rivalsa politica sul presente, inaccettabile nell’Europa della riconciliazione e della condivisione già così ben delineata fin dall’Accordo De Gasperi – Gruber del 1946 e da oltre settant’anni assicurata dalla Repubblica e dal suo ordinamento. L’imposizione avrebbe un effetto devastante oggi e nel futuro: impedirebbe in Italia ai cittadini italiani e a chiunque al mondo, di continuare a usare in italiano nomi ufficiali che già esistono da un secolo! E che nulla tolgono al diritto contestuale dei cittadini di lingua tedesca di continuare a usare in tedesco i nomi delle stesse località condivise;

accertato che la civiltà del bilinguismo dei toponimi non è negoziabile come a un bazar, ma è un cardine dell’Accordo De Gasperi – Gruber, della speciale autonomia in vigore in Alto Adige e della matura convivenza dei gruppi linguistici italiano, tedesco e ladino;

i sottoscritti docenti, che insegnano in Italia e nel mondo, chiedono che nessuna decisione politico-giuridica venga presa dalla Commissione dei Sei in attesa della prossima pronuncia della Corte Costituzionale, massimo organo di garanzia della Repubblica e custode riconosciuto, sopra ogni parte, dei diritti di tutti.

All’ampia e immediata adesione dei primi 48 si sono aggiunte più di 50 firme qui riportate e fra queste sono da sottolineare quelle dei colleghi del Belgio, Germania, Polonia e USA.

Jean Germain, già Direttore della Bibliothèque générale et de sciences humaines de l’Université Catholique de Louvain-la-Neuve – Belgio; Secrétaire de la Section wallonne de la Commission royale de Toponymie et de Dialectologie.

Ulrich Ammon, prof. ordinario, Germanistische Linguistik, Universität Duisburg-Essen; Germanistik Campus Duisburg – Germania.

Klaus Vogel, prof. aggregato, Letteratura tedesca, Università di Sassari.

Artur Galkowsky, prof. associato, Filologia e Linguistica romanza: italiana e francese; Delegato del Rettore dell’Universita’ di Łódź per il sistema ECTS; Presidente della Società di Italianisti Polacchi; Presidente della Commissione di Onomastica Slava c/o il Comitato Internazionale degli Slavisti.

Elżbieta Jamrozik, Prof. UW dr. hab., Linguistica italiana; Instytut Komunikacji Specjalistycznej i Interkulturowej (Istituto di Comunicazione Specialistica e Interculturale), Wydział Lingwistyki Stosowanej (Facolta’ di Linguistica Applicata), Uniwersytet Warszawski (Università di Varsavia); Direttore dell’Istituto.

Justyna Łukaszewicz, prof. associato, Scienze umanistiche, Lettere, Universita’ di Breslavia – Polonia, Direttrice del Dipartimento di Italianistica dell’Universita’ di Wrocław; Direttore responsabile della rivista scientifica Italica Wratislaviensia.

Edward F. Tuttle, prof. ordinario, Italian & Romance Linguistics, University of California/Los Angeles.

Thomas Harrison, prof. ordinario, Cinema, Letteratura, Estetica, Università della California/Los Angeles; Chair of the Department of Italian; Director of Graduate Studies.

Daniele Baglioni, ricercatore universitario, Linguistica italiana, Università Ca’ Foscari – Venezia.

Serenella Baggio, prof. associato, Storia della lingua italiana, Università di Trento.

Giusi Baldissone, già docente di Letteratura italiana, Università del Piemonte Orientale.

Emanuele Banfi, già prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università degli Studi di Trento e di Milano-Bicocca.

Neri Binazzi, docente di Sociolinguistica e Dialettologia italiana, Università di Firenze.

Carlo Brusa, prof. ordinario, Geografia, Università del Piemonte Orientale.

Daniela Cacia, ricercatore universitario, Linguistica italiana, Università di Torino.

Antonio Carlini, prof. emerito, Filologia classica, Università di Pisa; Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei.

Rosario Coluccia, prof. ordinario, Linguistica italiana, Università del Salento; Accademico della Crusca.

Anna Cornagliotti, già prof. ordinario, Filologia romanza, Università degli Studi di Torino; Direttore Scientifico del Repertorio Etimologico Piemontese.

Carlo Corsini, prof. emerito, Demografia, Università di Firenze; già Presidente della Società Italiana di Demografia.

Luca Curti, prof. ordinario, Letteratura italiana, Università di Pisa.

Paolo D’Achille, prof. ordinario, Linguistica italiana , Università degli Studi Roma Tre; Socio ordinario dell’Accademia della Crusca; Direttore di «La Crusca per voi»; Responsabile del servizio di consulenza dell’Accademia della Crusca.

Nicola De Blasi, prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Napoli – Federico II; Socio corrispondente dell’Accademia della Crusca.

Pietro U. Dini, prof. ordinario, Filologia baltica e Linguistica generale,Università di Pisa; laurea h.c. Università di Vilnius; membro corrispondente dell’Accademia della Scienze di Gottinga, dell’Accademia delle Scienze di Lituania, dell’Accademia della Scienze di Lettonia.

Maria Fancelli, prof. emerito, Letteratura tedesca, Università di Trieste e Firenze; Winckelmann Medaille der Stadt Stendal 1993; laurea h.c. Università di Bonn; Direttore Collana Classici Letteratura Tedesca, Marsilio ed., Venezia; già Assessore alla cultura di San Miniato (PI).

Anna Ferrari, già Responsabile delle Collezioni di Cultura della Utet, Torino.

Fabio Garbari, già prof. ordinario, Botanica sistematica, Università di Pisa; già Direttore dell’Orto botanico di Pisa; Presidente della Società botanica italiana.

Gabriella Garzella, prof. associato, Storia degli insediamenti tardoantichi e medievali, Università di Pisa; Presidente della Società Storica Pisana; Deputato dell’Opera della Primaziale Pisana.

Fiorenza Granucci, già ricercatore universitario, Glottologia e Linguistica, Università di Firenze.

Antonio Iurilli, prof. ordinario di Letteratura italiana, Università di Palermo; Autore del Dizionario etimologico del dialetto di Ruvo di Puglia (BA).

Laura Luche, prof. associato, Lingua e Letterature ispano-americane, Università di Sassari.

Paola Manni, prof. ordinario, Linguistica italiana, Università di Firenze; Accademica della Crusca.

Nicoletta Maraschio, già prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Firenze; Presidente onoraria dell’Accademia della Crusca.

Giovanna Marotta, prof. ordinario, Linguistica, Università di Pisa; membro del Senato accademico; Direttore della rivista Studi e Saggi linguistici e della collana Studi Linguistici Pisani; già membro GEV.

Matteo Milani, prof. ordinario, Filologia e linguistica romanza, Università di Torino; Giunta di Direzione della rivista il Nome nel testo.

Maria Serena Mirto, prof. ordinario, Filologia classica, Università di Pisa; Giunta di Direzione della rivista il Nome nel testo.

Piera Molinelli, prof. ordinario, Linguistica generale, Università di Bergamo; già Presidente della Société Internationale pour l’étude du latin vulgaire et tardif; Esperto disciplinare di valutazione ANVUR; Membro del Nucleo di valutazione dell’Università di Cagliari.

Elena Papa, prof. associato, Linguistica italiana, Università di Torino; Co-autrice di I nomi di persona in Italia. Dizionario storico ed etimologico, Torino, UTET, 2005.

Franco Pedrotti, prof. emerito, Ecologia, Università di Camerino; Dott. h.c. in: Biologia, Università di Cluj-Napoca e Iasi, Romania; Biogeografia e Ecologia, Università di Palermo-Italia; Geoarchitettura, Università di Brest-Francia; Editor in chief di Geobotany Studies.

Giuliano Pinto, prof. emerito, Storia medievale,Università di Firenze; Direttore della rivista Archivio storico italiano.

Giuseppe Polimeni, prof. associato, Linguistica italiana, Università di Milano.

Giuseppe Rocca, prof. ordinario, Geografia, Università di Genova; membro del Comitato direttivo dell’Associazione dei Geografi Italiani; Visiting Professor presso le Università di Toronto, Ottawa, Montréal, Laval/Québec.

Alda Rossebastiano, già prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Torino; Responsabile del Centro Studi di Onomastica piemontese; Direttore della collana Onomastica; Co-autore del Dizionario di toponomastica, Torino UTET 1990.

Alessandro Russo, prof. associato, Storia della lingua latina, Università di Pisa

Giorgio Sale, prof. aggregato, Letteratura francese, Università d Sassari; membr del Centre International de Rencontres sur le XVIIe siècle (C:I:R: 17); Coordinatore per gli scambi Erasmus con Liegi, Tolosa , Corte; Referente della rete UNIMED – Università di Sassari.

Glauco Sanga, prof. ordinario, Etnolinguistica, Università Ca’ Foscari – Venezia.

Saverio Sani, prof. ordinario, Indologia, Università di Pisa.

Roberto Sottile, ricercatore e docente, Linguistica italiana, Università di Palermo.

Leonardo Terrusi, docente, Liceo Quinto Orazio Flacco, Castellaneta (TA); Giunta di Direzione della rivista il Nome nel testo.

Pierino Venuto, dottore di ricerca, Studi linguistici italiani, Università degli Studi di Messina.

Ugo Vignuzzi, prof. ordinario, Linguistica italiana, Università di Roma – La Sapienza; Accademico della Crusca.

Zangrandi Silvia, professore associato, Letteratura italiana contemporanea, Università IULM –  Milano.

 

ultima modifica: 2017-02-13T16:45:56+00:00 da Redazione

 

 

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