Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Mps, ecco cosa non farà il fondo Atlante

Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Mps, ecco cosa non farà il fondo Atlante

Ai vertici delle grandi istituzioni finanziarie italiane sta iniziando il lavoro per predisporre i conti semestrali. Un problema comune sarà la contabilizzazione della quota in Atlante 1, il fondo nato nella primavera 2016 per mettere in sicurezza la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La missione del veicolo gestito da Quaestio sgr si è conclusa bruscamente a fine giugno con la liquidazione delle due banche e il trasferimento degli asset in bonis a Intesa Sanpaolo.

VERSO LA LIQUIDAZIONE

 

Alla luce di questo esito il comitato degli investitori sarà presto chiamato a decidere sul futuro del fondo e le discussioni tra i quotisti sono già iniziate da qualche settimana. La strategia più plausibile potrebbe essere liquidare il veicolo alla luce del fatto che la partecipazione nelle due banche venete ha un valore ormai prossimo allo zero. Questo sembra essere l’orientamento di alcuni grandi istituti di credito, anche se tra gli investitori non mancano opinioni differenti. Oltre che in Bpvi e Veneto Banca, Atlante 1 ha investito 800 milioni in Atlante 2, il fondo nato nell’estate del 2016 per operare nel settore dei non performing loan.

LE ULTIME OPERAZIONI

Dopo le prime operazioni concluse nel 2017, come l’acquisto degli npl delle quattro good bank, la grande scommessa di Atlante 2 sarà l’intervento nella cartolarizzazione da 26 miliardi di Mps, il più grande deal di questo genere mai lanciato sul mercato italiano. C’è chi ritiene che la sfida degli npl possa essere il riscatto di Atlante e che nel lungo periodo il fondo possa arrivare a offrire rendimenti interessanti ai suoi investitori. Si tratta naturalmente di una scommessa, ma qualcuno sembra intenzionato a giocarla.

LE ALTRE IPOTESI

Ecco perché, in alternativa a una liquidazione, tra gli investitori di Atlante 1 c’è chi pensa a una scissione parziale del fondo. In questo modo ci sarebbe la possibilità di valorizzare la componente di patrimonio investita in Atlante 2 e di permettere così ai quotisti di beneficiare dei rendimenti futuri sulla componente npl. «Al momento il tema non è ancora stato discusso in comitato, ma è possibile che le riflessioni inizino nella prossima riunione», spiega una fonte a MF-Milano Finanza. Come detto, la scadenza delle semestrali sarà importante per definire in maniera certa il valore finale del fondo ed è possibile che la decisione sulla liquidazione o sulla scissione venga assunta subito dopo, quindi nella seconda metà del mese di agosto.

IL DOSSIER MPS

I vertici di Quaestio comunque sono già concentrati sulle attività di Atlante 2 e sul complesso cantiere che è stato aperto attorno alla cartolarizzazione di Mps. La banca senese deve infatti deconsolidare sofferenze lorde per un valore di 28,6 miliardi, uno stock leggermente superiore a quello previsto nel piano privato abortito a fine 2016. Lo smaltimento avverrà principalmente attraverso una cartolarizzazione da 26,1 miliardi, mentre un pacchetto di unsecured e leasing da 2,5 miliardi sarà ceduto a parte. I crediti saranno venduti al prezzo di 5,5 miliardi, pari al 21% del valore nominale, a fronte di un valore netto contabile al 31 dicembre 2016 di 9,4 miliardi. La nuova sfida per Atlante si giocherà qui ed è possibile che questa volta l’esito sia diverso.

(Pubblicato su MF/Milano Finanza, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

ultima modifica: 2017-07-20T07:28:29+00:00 da Luca Gualtieri

 

 

 

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