Subbuglio cattolico in Argentina per la legge sulla libertà religiosa

Subbuglio cattolico in Argentina per la legge sulla libertà religiosa

Letto dall’esterno del dibattito che ha scatenato negli Stati Uniti, il sillabo di Civiltà Cattolica contro i conservatori americani riserva sorprese di insolite vicinanze. Se il saggio di due consiglieri di Papa Francesco colpisce la “retorica della libertà religiosa” quando la sua difesa avviene “al ritmo dei fondamentalisti della religione in libertà, percepita come una diretta sfida virtuale alla laicità dello Stato”, dal fondo del continente si registra l’indiretto e certo non voluto appoggio di uno dei monsignori più antibergogliani che ci siano. È l’arcivescovo di La Plata, che in dissidio con i confratelli della conferenza episcopale del Paese bolla il progetto di legge sulla libertà religiosa in discussione in Argentina come “incostituzionale”.

L’ARCIVESCOVO ULTRA CONSERVATORE DI LA PLATA

Héctor Rubén Aguer è esponente di primo piano della minoranza conservatrice del Paese natale del Papa. Che detesta cordialmente. Raccontano le cronache del 2013 che le campane della sua cattedrale rimasero silenziose mentre in tutta l’Argentina dai campanili si festeggiava l’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Con Bergoglio ha condiviso un pezzo di cammino a Buenos Aires, quando entrambi erano vescovi ausiliari. Poi le loro strade si sono divise: Bergoglio promosso titolare, Aguer spostato sessanta chilometri a sud, a La Plata. È un falco dalle omelie bellicose contro aborto e contraccezione, rapporti prematrimoniali, matrimonio omosessuale e le altre “questioni considerate genericamente morali o legate ai valori” che per Civiltà Cattolica costituiscono negli Usa il terreno di incontro tra fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico. Ma sulla libertà religiosa Aguer nutre perplessità. Come i gesuiti di Villa Malta?

TANGO ARGENTINO SULLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

La legge in discussione in Argentina prevede che chiunque ha il diritto di invocare il rispetto delle proprie convinzioni religiose come ragione per non rispondere ad un obbligo legale. Di fatto si introduce l’obiezione di coscienza sul servizio militare e l’aborto, come il rispetto del riposo nel giorno festivo per il proprio credo. Per Aguer i cattolici ne avrebbero tutto da perdere. Sostiene che la legge va contro la Costituzione che in Argentina prevede una via mediana tra stato confessionale e totalmente laico, riconoscendo alla Chiesa un sostegno in più (cioè, un privilegio) rispetto ad altre confessioni. La legge, argomenta, aprirebbe inoltre al pullulare di sette incontrollabili, ora invece sottoposte a un pubblico registro.

BIZZARRE, NON RICHIESTE COMUNANZE

Aguer si trova in sintonia su questo punto e, per ragioni opposte, con Amnesty International, che a legge approvata teme si finirebbe per violare diritti civili riconosciuti: un farmacista potrebbe negare la vendita di contraccettivi, un docente rifiutare di insegnare l’evoluzionismo o un pubblico ufficiale di celebrare un matrimonio omosessuale. L’arcivescovo Aguer dovrebbe esserne felice. Invece contesta la proposta di legge. Il saggio di Civiltà Cattolica spalanca a un’eterogenesi dei fini? Per attaccare il fondamentalismo cristiano in deriva verso un abbraccio mortale col potere costituito finisce per fornirgli una sponda, dando viatico a chi sostiene privilegi riconosciuti dallo Stato?

CHAPUT DI PHILADELPHIA DIFENDE L’ECUMENISMO

La questione argentina è solo in coincidenza con la pubblicazione del saggio di Civiltà Cattolica. Nessun riferimento, ovviamente, al dibattito in corso a La Plata. Ma il punto è che il giudizio del quindicinale dei gesuiti è stato precipitoso. Lo scrive Charles Chaput, arcivescovo di Philadelphia, nella sua risposta a padre Antonio Spadaro e a Marcelo Figueroa, colpevoli, a suo dire, di sconvolgere la natura della cooperazione cattolica-evangelica su alcune questioni chiave – come la difesa della famiglia e della vita dal concepimento alla morte naturale – degradandole ad un “ecumenismo dell’odio”. Per Chaput non è così. Quei temi sono principi condivisi, “non ambizione di potere politico”. È rivendicazione di libertà nello spazio pubblico, non ricerca di un’indebita alleanza tra trono e altare.

LA SPOON RIVER DEI PRINCIPI E STRANI COMPAGNI

La ricerca dell’alleanza con il potere sarebbe quella, semmai, del conservatore Aguera dall’Argentina, che pure sembra trovare bordone nello smantellamento della “retorica della difesa della libertà di religione” di Civiltà Cattolica. Per rubare l’immagine della Tempesta di Shakespeare utilizzata da Ines Saint Martin in un suo recente pezzo su Crux, “le avversità fanno accettare strani compagni di letto”. Come il Trinculo del bardo di Stratford-upon-Avon che per superare un uragano è costretto ad allearsi al disprezzato Calibano.

ultima modifica: 2017-07-21T08:27:54+00:00 da Andrea Mainardi

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