Macron e l’europeismo che non c’è. E Renzi che fa?

Macron e l’europeismo che non c’è. E Renzi che fa?

E così anche i macroniani di qualche mese fa scoprono che l’europeismo che gli riconoscevano in realtà non c’è. Anzi, non c’è mai stato. Sono ben felice di constatare che il dubbio ora si fa strada anche tra coloro che avevano invece incensato il giovane candidato alle presidenziali in Francia, Macron. Quando invece mi ritrovavo, abbastanza in solitaria, a contestare tutto questo.

Certo, la scelta era tra lui e il male, si potrebbe dire. Ma alla fine, c’è poi tanta differenza tra quei due? Nei toni, nelle impostazioni, nelle logiche. Sicuramente, ma non molto per quanto riguarda il “nazionalismo”. La voglia di inseguire quella granzezza mitica che non c’è più.

Ho in mente alcune immagini della campagna elettorale di Macron e lo dissi già all’epoca, non si dinstinguevano. Lo feci presente a un incontro con la SPD a Berlino, in presenza della nostra eurodeputata, che mi guardava un po’ perplessa, ma annuendo, capendo che in effetti, qualche cosa non andava. Il messaggio, infatti, era lo stesso: prima la Francia e i francesi, poi tutto il resto.

Dopo che la UK ha deciso di fare i bagagli, la Francia si è trovata di nuovo al centro, l’unica a contendere la leadership europea alla Germania. Così ci troviamo a doverci distriscare tra le pulsioni che vorrebbero da una parte un’Europa tedesca e ora da un’altra chi vorre un’Europa francese.

No, non è così che il progetto europeo potrà salvarsi. Lo ho scritto, detto in più occasioni, prendendomi anche non pochi rimproveri e anche qualche mala parola, dai “compagni” di partito. Eppure, che Macron non fosse un qualche cosa da idolatrare, specie a “sinistra” era ovvio… Strano che grandi leader non se ne siano resi conto.

Ma in tutto questo, dopo la questione della Libia, con l’annuncio (assurdo) della creazione di hotspot in Libia entro agosto (!!!), delle frontiere e dei migranti da lasciare dove stanno e di Finacantieri, con la sberla all’accordo stretto con Hollande, il silenzio più assordante è quello di Matteo Renzi. Vi ricordate la foto apparsa in FB (in copertina su questo articolo) e lo scambio di tweet affettuosi ed amichevoli? Ora siamo al silenzio stampa. Che succede Segretario? Batti un colpo se ci sei!

ultima modifica: 2017-07-28T22:33:47+00:00 da Federico Quadrelli