Bologna e Centro Sociale Labas, mai arrendersi alla illegalità

Bologna e Centro Sociale Labas, mai arrendersi alla illegalità

La politica bolognese è in difficoltà, come nel resto d’Italia, e deve aprirsi maggiormente ai cittadini e al dialogo con le tantissime associazioni anche alla luce dei recenti avvenimenti. Mi riferisco sia all’episodio di Labàs (la Caserma occupata da un sedicente Centro Sociale denominato Labas, balzato alle cronache italiane), sia alle diatribe interne ai partiti sia locali sia nazionali. È chiaro che non è più tempo di proclami, ma è ora di sporcarsi le mani.

Solidarizzare con il Centro Sociale Labas significa arrendersi all’illegalità e alla sopraffazione mentre altre iniziative assai meritevoli e veramente sociali sono state soffocate sul nascere. Una per tutte quanto è stato fatto dall’associazione “NoituttiperBologna” contro il degrado: abbiamo operato per un anno alla Palazzina dei Giardini Margherita, poi ci hanno tolto la sede e ora è in balia di escrementi e di fricchettoni.

È indispensabile essere dalla parte delle forze dell’ordine e del rispetto delle regole. Occorre “metterci la faccia”, che significa, prima di tutto, avere il coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni. Da una amministrazione responsabile ci si aspetta che interpelli e sostenga chi non fa valere le proprie istanze con prepotenza, per meglio comprendere quali sono le vere emergenze, in questo caso della Città metropolitana, e come possiamo essere di reciproco supporto nel superarle.

Ci sono emergenze che vanno affrontate con urgenza: per esempio la solitudine degli anziani e dei loro caregiver, visti anche i dati recenti che vedono i nuclei unipersonali superare le famiglie non solo sotto le due torri, dove l’incremento della natalità non è sufficientemente favorito dal punto di vista fiscale e dei servizi.

Ancora, pensiamo ai giovani e alle loro difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, alla necessità di favorire esperienze, sia nei centri storici, sia nelle periferie, che, in collaborazione con le associazioni e i cittadini stessi, siano la chiave per superare le situazioni di degrado urbano e sociale che impera e oltraggia la bellezza delle nostre terre.

ultima modifica: 2017-08-10T10:00:00+00:00 da Alessandra Servidori

 

 

 

 

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