Il mio ricordo di Luciano Pavarotti fra pesche deliziose e scaloni impervi

Il mio ricordo di Luciano Pavarotti fra pesche deliziose e scaloni impervi
Il ricordo di Giorgio Girelli

Da oggi 6 settembre la spiaggia antistante la villa di Luciano Pavarotti alle pendici del colle San Bartolo, a Pesaro, non sarà più un litorale anonimo ma acquisirà la denominazione di “Lido Pavarotti”. Questo l’omaggio che il comune della “città della musica” intende dedicare al grande tenore. In programma, inoltre, in collaborazione con il Conservatorio statale “Rossini”, anche un concerto per il 12 ottobre per onorare il cantante, cui si vorrebbe anche intitolare un premio riservato a giovani artisti.

Non sono mancati contatti tra Luciano Pavarotti ed il Conservatorio Statale “Rossini”. Nel corso di una delle conversazioni che ebbi con lui mi aveva espresso il proposito di impegnarsi per una masterclass rivolta agli allievi dell’istituto. Artisti di tale livello e con così vasta esperienza possono trasmettere molto ai giovani musicisti, come in questi anni sta avvenendo a Pesaro con i corsi di canto di Carreras. Ma il  progetto non fu incoraggiato dai sontuosi ma tutt’altro che dolci scaloni di accesso all’auditorium Pedrotti dell’istituto, che la sua robusta mole avrebbe dovuto ascendere con difficoltà (ancora non ero riuscito ad ottenere il finanziamento ministeriale con il quale venne poi allestito un ascensore). Fu assai gradevole un incontro a casa sua che avemmo insieme a Katyna e Riz Ortolani. Le rievocazioni delle loro esperienze artistiche nel mondo furono straordinarie e meritavano di essere registrate per l’interesse, la curiosità e i tanti aspetti così singolari della loro vita che sono sfuggiti alle cronache.

Nicoletta Mantovani ci scattò una “foto di gruppo”. Di lei Pavarotti, allora, mi parlò sempre con ammirazione anche per il talento operativo che la sua compagna dimostrava nelle sue iniziative artistiche. La cordialità e la semplicità di questo grande personaggio della lirica erano sorprendenti. Un giorno d’estate, dovendo andare a trovarlo, mi chiesi come potevo rendergli un omaggio non convenzionale.

Pensai che un prodotto tipico della zona (i buoni cibi sono stati sempre di suo gradimento), una cassetta di pesche, potesse andar bene. Mi rivolsi ad un amico imprenditore agricolo di Montelabbate, ridente paese a ridosso del capoluogo provinciale famoso per l’alta qualità del  prodotto delle sue terre, il quale mi disse: “Guarda, se vuoi fare bella figura devi portare pesche appena colte perché solo così il frutto mantiene tutto il suo sapore e fornisce tutti i suoi pregi nutritivi”. E quindi, dopo opportuni raccordi, venne prelevata in loco, nel frutteto, la cassetta con cui poco dopo mi recai a Villa Pavarotti. Omaggio forse inconsueto, ma la reazione dell’artista fu così soddisfatta e compiaciuta che mi industriai a replicare il dono.

Giorgio Girelli, presidente del Conservatorio Statale “Rossini

(Nella foto Luciano Pavarotti con Giorgio Girelli, Katyna Ranieri, Angela Maria Bocci e Riz Ortolani)

ultima modifica: 2017-09-06T15:17:03+00:00 da Giorgio Girelli

 

 

 

 

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