In fuga dal Myanmar: l’esodo dei musulmani rohingya verso il Bangladesh

 

Sono almeno 370.000 i musulmani rohingya fuggiti in Bangladesh dal Myanmar (nome ufficiale della Birmania) da fine agosto ad oggi. Un esodo di migliaia di persone in fuga dalle violenze nel Paese e dalle operazioni militari dell’esercito del Myanmar, a maggioranza buddista, contro la minoranza musulmana, operazioni che Zeid Ra’ad al-Hussei, alto Commissario dei diritti umani delle Nazioni Unite non ha esitato a definire “una pulizia etnica“. La questione, che getta ombre sulla stima finora unanime della comunità internazionale sul premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi al governo, verrà discussa in un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Intanto il Bangladesh è alle prese con la gestione di profughi. Decine di volontari e associazioni di beneficenza sono all’opera per portare cibo, vestiti e soccorso alle famiglie in fuga. “Arrivano dalle loro case, dove hanno lasciato tutto: stiamo preparando una cucina alla moschea“, racconta uno di loro. “La nostra religione, sono un sikh, il nostro messaggio è considerare la razza umana come un’unica razza. Siamo un unico mondo, amiamo tutti, questo è il nostro messaggio“, dice un altro. Molti volontari lamentano la mancanza di organizzazione: “Siamo soli, non possiamo aiutare tutti, ma ci proviamo e tanti gruppi come noi lo fanno, facciamo del nostro meglio“.

(Testo di Askanews)

ultima modifica: 2017-09-12T18:49:12+00:00 da Redazione

 

 

 

 

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