Chi ha ascoltato Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa. Foto di Pizzi

Un raduno del centrodestra per ascoltare il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ma non solo. La presentazione del libro “Soli al comando. Da Stalin a Renzi, da Mussolini a Berlusconi, da Hitler a Grillo. Storia, amori, errori” (Mondadori, 2017) di Bruno Vespa ha riunito molti personaggi della politica italiana. Martedì erano presenti al Tempio di Adriano di Roma Laura Ravetto, Annagrazia Calabria, Nunzia Di Girolamo, ma anche Marisela Federici e Antonio Polito, moderatore dell’incontro.

Durante la presentazione Berlusconi ha detto che si stano sottovalutando “i capricci di (Matteo) Salvini. Lui ha questo modo di conquistare gli elettori ed è diventato protagonista della Lega portandola dal 4% al 14%. Questo suo dinamismo ha portato 10 punti alla Lega ma, ripeto, Salvini quando si siede ad un tavolo è una persona ragionevole capace anche di cambiare idea”.

Secondo l’ex premier, all’interno di Forza Italia “c’è grande concordia sul fatto che bisogna rinnovarsi profondamente e molti parlamentari hanno già comunicato la loro intenzione di non ricandidarsi […] Non sarà una decisione solo mia, ma una decisione comune di tutti i più rilevanti esponenti di Fi e sarà sottoposta all’ufficio di presidenza”. Berlusconi ha aggiunto che si discuterà sulla necessità di presentare agli italiani, oltre a un programma di grande rinnovamento, “anche una compagine parlamentare e ministeriale che sia la più elevata possibili nelle capacità operative”.

Nel pomeriggio, dopo la presentazione, Berlusconi ha detto di avere letto “interpretazioni fantasiose su una mia affermazione alla presentazione del libro di Bruno Vespa. In realtà ho detto una cosa assolutamente ovvia: io sono sicuro che nella prossima legislatura ci sarà una maggioranza di centro-destra che esprimerà un governo. Ho aggiunto che se però, per ipotesi teorica, formulata da chi mi intervistava, questa maggioranza non ci fosse, e quindi un nuovo governo non si potesse formare, si dovrebbe tornare a votare dopo tre mesi. In questo caso, rimarrebbe evidentemente in carica il governo Gentiloni, per il disbrigo degli affari correnti”.

(c) Umberto Pizzi. Riproduzione riservata

ultima modifica: 2017-12-14T17:10:23+00:00 da Rossana Miranda