Capezzone, Punzi, Sommella e Suigo discutono di Brexit ed Europa. Le foto

“Gli inglesi e la fine dell’Unione. Opinioni a confronto”. È questo il titolo dell’ultimo appuntamento organizzato dall’Associazione La Scossa sui possibili scenari politico istituzionali a seguito della Brexit. Durante l’appuntamento, che è stato introdotto e moderato dal Presidente de La Scossa, Michelangelo Suigo, hanno preso parte gli autori di due libri sul tema: da una parte Daniele Capezzone insieme con Federico Punzi, autori del libro “Brexit la sfida” e dall’altra Roberto Sommella, autore di “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa”.

Durante il dibattito gli ospiti hanno fatto il punto della situazione sul Regno Unito e sull’Unione Europea anche in vista del meeting dei capi di stato e di governo previsto in questi giorni. Il presidente Suigo ha posto l’accento sulla duplice valenza sfida/opportunità che si cela dietro la Brexit.

“Brexit è sia sfida che opportunità – ha aggiunto Capezzone -. Sfida per l’inghilterra perché proverà a ritrovare la propria centralità come hub di riferimento. Opportunità per i 27 Paesi che restano cogliendo l’occasione dei negoziati per la riscrittura delle regole ue”. Capezzone si è poi soffermato su due avvisi: il primo secondo cui Francia e Germania fanno i loro interessi; il secondo per il quale dovremmo prendere il treno per la competizione fiscale, a favore del paese più dinamico, più capace ad abbassare le tasse e in tale modo immaginare un’unione europea nel segno della diversità di ogni Paese. “Crediamo – ha chiarito Capezzone – che un rispetto maggiore delle diversità sia il modo migliore per rispettare e salvare l’Ue”.

Secondo Sommella la costruzione effettiva dell’Ue è “una ricetta semplice rispetto alla ricetta per la Brexit. La mia massima aspirazione è quella secondo cui noi arriveremo a scrivere la costituzione europea siglandola a Ventotene, bisogna pensare in grande. Questo è quello che devono fare non solo gli inglesi ma anche gli europei”.

Secondo Suigo, toccherà all’Italia farsi carico di ciò che sta accadendo, magari tramite una rinegoziazione delle regole Ue anche nei rapporti con Francia e Germania in un clima di maggiore fiducia. Per Capezzone “i 27 stati dovevano discutere sull’introduzione del fiscal compact, serviva l’unanimità per innescare una riscrittura delle regole. Tuttavia l’occasione rischia di svanire.” Capezzone ha poi ricordato come “nel 92 in pochi mesi con le false privatizzazioni ci fu la svendita dell’Italia. Il tema non è stare in Europa o meno ma come si sta. Con intelligenza cercando alleanze occorre riscrivere alcune regole. Ci preoccupiamo tanto per gli amici inglesi, semmai ci siamo resi conto che non si fidano dell’Ue? Tutti nati con la speranza europea ma per cosa? Suggerirei, riprendiamo a parlare dei contenuti anziché dei contenitori. Ho l’impressione che abbiamo perso troppo tempo a parlare di architetture istituzionali anziché parlare di politica e sicurezza”.

(c) Giuseppe Leanza – Riproduzione riservata

ultima modifica: 2017-12-15T12:03:13+00:00 da Simona Sotgiu