Chi c’era al Csa per la presentazione del report Ismea su America First. Foto di Pizzi

Stati Uniti e commercio agroalimentare globale sono stati gli argomenti al centro del dibattito dal titolo “L’America First di Trump“, che si è svolto questa mattina a Roma presso la sede del Centro Studi Americani. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il rapporto curato da Ismea sugli scenari globali del commercio agroalimentare.

Il convegno è stato aperto dai saluti del direttore del Csa Paolo Messa e dall’introduzione del direttore generale di Ismea Raffaele Borriello. Poi – nel corso della discussione – sono intervenuti il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, la vicepresidente del Centro Studi Americani Marta Dassù e Dominick Salvatore, professore della Fordham University moderati dal direttore del Foglio Claudio Cerasa.

Per i dettagli su ciò che è emerso dal dibattito si può leggere questo articolo scritto da Francesco Bechis. Eccone uno stralcio:

Il rapporto delinea dati alla mano quattro scenari possibili per l’agroalimentare europeo e italiano a seconda delle prossime mosse della Casa Bianca.

L’EXPORT ITALIANO

Che l’amministrazione Trump abbia deciso di alzare i dazi sulle importazioni per ridurre il deficit commerciale degli Usa è ormai una realtà assodata. La top list dei Paesi con un surplus commerciale presi di mira dal Tycoon vede al primo posto la Cina, seguita da Giappone, Germania e Messico. Al quinto posto c’è l’Italia, che vanta un export nell’agroalimentare verso gli USA da ben 3,8 miliardi di dollari.

“La mia sensazione è che sull’agroalimentare c’è il terreno per vincere una sfida per non subire questa discussione ma attaccare” chiosa il ministro Martina. A suo parere la chiusura del commercio americano rappresenta “una grande debolezza degli Usa”, cui bisogna rispondere rivedendo “le regole fondamentali del Wto per intervenire di fronte ai cali di reddito e ai rischi della questione climatico-ambientale”.

Il made in Italy che più ha successo oltreoceano arriva sulle tavole statunitensi: svettano su tutti l’olio d’oliva (500 milioni di euro) e il vino (più di 1,3 miliardi di euro). Se però si guarda ai saldi normalizzati, spiega il rapporto Ismea, il surplus italiano che fa irritare Trump “registra l’indice più elevato dopo la Cina, sensibilmente maggiore della Germania e pari a più del doppio della media UE”.

Per Formiche.net era presente all’iniziativa anche Umberto Pizzi. Nella gallery alcune delle sue foto più significative.

(Foto di Umberto Pizzi/Riproduzione riservata)

ultima modifica: 2017-09-20T07:36:27+00:00 da Andrea Picardi