Bindi, Lorenzin, Pinotti e Raggi celebrano l’8 marzo al Quirinale. Le foto

Le donne italiane hanno “un grande merito storico”: sono state “artefici della Repubblica” come “oggi sono artefici del suo divenire”. Le donnne sono state determinanti in Parlamento, riuscendo ad andare oltre le dinamiche dei partiti – per esempio nell’approvazione del nuovo diritto di famiglia, appena un anno dopo l’acceso scontro referendario sul divorzio – e superando contrapposizioni e conflitti. Una “lezione repubblicana” data in sostanza ai partiti, un atteggiamento figlio di una “vocazione ricorrente della politica al femminile”. Di questa attitudine “abbiamo ancora bisogno, abbiamo e avremo bisogno del senso di responsabilità di saper collocare al centro l’interesse generale del Paese e dei suoi cittadini”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato il Quirinale la Giornata internazionale della donna sottolineando quanto importante sia il contributo che le donne hanno dato e danno alla nostra società, al suo sviluppo e, nello stesso tempo, quanto ancora resti da fare in tema di parità (sui luoghi di lavoro soprattutto) e di molestie, che rappresentano una “realtà inaccettabile e tuttora presente” nel nostro Paese. Mattarella ha colto l’occasione per calare le sue considerazioni nell’attualità politica, sia pure in un breve passaggio del suo intervento.

Il capo dello Stato ha esaltato il contributo dato dalle donne alla vita repubblicana e il ruolo che hanno avuto nell’approvazione di leggi determinanti per il Paese, stemperando nel contempo le frizioni tra schieramenti politici e invitando alla responsabilità. Un riferimento, sia pure indiretto al nuovo Parlamento uscito – senza una maggioranza – dalle elezioni di domenica scorsa. E ai partiti impegnati in queste ore nella ricerca di alleanze per la formazione del nuovo governo. “La nostra comunità nazionale, il nostro modello sociale, le nostre stesse istituzioni – ha detto Mattarella – non sarebbero quello che sono senza il contributo creativo, fondativo, delle donne italiane. Il loro voto, a partire dal ’46, ha dato compiutezza e sostanza a quella democrazia che aveva rappresentato la speranza, e il traguardo da raggiungere, nei tempi dolorosi della dittatura, delle sofferenze, della guerra”.

L’apporto delle madri costituenti alla formazione del testo della Costituzione, non ha avuto dubbi, “si è rivelato prezioso, ben al di là dell’affermazione dei fondamentali principi che sanciscono la parità di genere”. Per Mattarella “persistono barriere da superare, squilibri da colmare, ma abbiamo sempre nuove prove di come le pari opportunità delle donne costituiscano uno degli antidoti più forti alle chiusure oligarchiche, all’immobilismo sociale, alle diseguaglianze economiche”.

(Foto: Imagoeconomica)
(Testo: Askanews)

ultima modifica: 2018-03-08T15:08:34+00:00 da Simona Sotgiu