Papa Francesco, Galantino e Bassetti all’Assemblea della Cei. Le foto

Si è aperta ieri con le parole di Papa Francesco l’Assemblea Generale della Conferenza episcopale italiana, è proseguita oggi con quelle del presidente della Cei Gualtiero Bassetti e proseguirà fino al 24 maggio, a Roma, quando i lavori si chiuderanno.

Il pontefice, nel suo discorso di apertura, aveva espresso le sue preoccupazioni, come riportato da Francesco Gnagni per Formiche.net: “Vorrei condividere con voi tre mie preoccupazioni, non per bastonarvi, ma perché mi preoccupano queste tre cose”, ha affermato Francesco ai vescovi riuniti ad ascoltarlo, non appena presa la parola. “E non è peccato criticare il Papa, qui, si può fare”, ha aggiunto, con aria sommessa, dopo aver ascoltato il saluto iniziale del presidente della Cei Gualtiero Bassetti, che a sua volta ha invece citato i tre nuovi cardinali italiani nominati dal pontefice, ovvero Angelo Becciu, Angelo De Donatis e Giuseppe Petrocchi.

I tre argomenti che il Papa ha affermato essere per lui, in qualche modo, fonte di angoscia sono, prima degli altri, la “crisi di vocazioni”. Ovvero “la nostra paternità”, ha spiegato con apprensione il Santo Padre. “Di questa emorragia ne ho già parlato, spiegando che si tratta del frutto avvelenato della cultura del provvisorio, del relativismo e della dittatura del denaro, che allontanano i giovani dalla vita consacrata”, ha ricordato, evocando altre problematiche come la “denatalità”, il fatto cioè che viviamo “un inverno demografico”, gli “scandali” e “una testimonianza tiepida”. “Quanti seminari saranno chiusi nei prossimi anni per la mancanza di vocazioni, chi lo sa?”, ha domandato il pontefice con aria palesemente rattristata. “È brutto vedere questo entrare in una sterilità vocazionale senza rimedi efficaci. Non è un problema semplice, ma non riusciamo a trovare soluzioni”. Ma Bergoglio una sua proposta ce l’ha, e non ne ha fatto certamente mistero: “Una più stretta condivisione fidei donum tra le diocesi italiane, rafforzando sensus ecclesia e sensus fidei”, ovvero la possibilità di condividere la presenza di ecclesiali nella varie diocesi italiane, come generalmente viene fatto con altri Paesi, con impegno missionario. “Se potete farlo tra qualche diocesi è una creatività grande e bella” (qui tutto l’articolo).

Nel suo discorso introduttivo di questa mattina, invece, il presidente della Cei Bassetti ha espresso vicinanza e stima nei confronti del Capo dello Stato, Sergio Mattarella “per la guida saggia e paziente con cui sta facendo di tutto per dare un governo all’Italia”. Il Paese attraversa “una fase delicata” e “non sarebbe difficile dar fiato a una serie di preoccupazioni, a fronte delle difficoltà in cui si dibatte la nostra gente, a causa di una crisi economica decennale”, ha sottolieato il presidente della Cei. “Non sarebbe difficile nemmeno osservare – ha aggiunto – come a tale stato di prostrazione sia venuto associandosi un clima di smarrimento culturale e morale, che ha prodotto un sentimento di rancore diffuso, di indifferenza alle sorti dell’altro, di tensioni e proteste neanche troppo larvate. Non sarebbe, infine, difficile riconoscere pure che un simile disagio sociale ha avuto effetti pesanti anche in politica, effetti visibili nella situazione di stallo e di confusione di ruoli che ha segnato l’avvio di questa Legislatura”. “Ma non credete – ha chiesto Bassetti ai vescovi – che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa? Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga?” (leggi tutto).

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(Foto: Imagoeconomica)

ultima modifica: 2018-05-22T07:17:11+00:00 da Simona Sotgiu