I sussurri fra Raggi e Bergamo all’inaugurazione della sala degli Orazi e dei Curiazi. Le foto

Riapre nei Musei Capitolini la sala degli Orazi e dei Curiazi che il 25 marzo 1956 ospitarono la firma dei Trattati di Roma che istituirono la Comunità economica europea. Grazie ai 300 mila euro messi a disposizione dal mecenate Alisher Usmanov, nell’accordo sottoscritto con l’ex sindaco Ignazio Marino, la sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme al vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo e al sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, ha presentato questa mattina l’esito del restauro alla stampa.

“Mi fa piacere essere qui dopo questi importanti lavori che hanno restituito la sala degli Orazi e Curiazi in tutta la sua bellezza – ha spiegato la sindaca Raggi -. È una doppia soddisfazione perché i lavori sono terminati in tempo per il 60esimo anniversario del Natale di Roma. I restauri sono stati fatti in una modalità che ha consentito di continuare a visitare la sala, che è stata chiusa per sole due settimane per il lavoro di pulizia finale”. È grazie anche ai mecenati come Usmanov, ha concluso la sindaca, “che possiamo ricominciare a fruire di questi spazi. Il mecenatismo è qualcosa che fa bene a chi lo fa e ai cittadini che ne beneficiano”.

 “Oggi riapre questo incredibile spazio. Voglio ringraziare chi ha messo a disposizione le risorse per questo intervento – ha sottolineato il vicesindaco -. Questa è una Sala che aveva un grande significato politico, perché il 25 marzo di sessant’anni fa ha ospitato il tavolo su cui furono firmati i trattati costitutivi della Comunità Europa. L’Europa – ha spiegato il vicesindaco – oggi è in un momento di grandissima difficoltà che ci segnala il rischio di perdere il senso che quei trattati avevano in sé. È stato il primo esperimento nella storia umana di sovranità democratica, un tentativo dopo secoli di guerre sanguinose di costruire una casa comune tra popoli e culture che a lungo si sono massacrati. Tra qualche settimana si ritroveranno qui i capi di governo dell’Unione Europea, il nostro auspicio è che sedendosi in questa sala abbiano il senso è la responsabilità di capire quanto i loro comportamenti siano fondamentali per assicurare al nostro continente prosperità e pace”, ha concluso Bergamo.

Il restauro ha riguardato in particolare la fascia superiore delle pareti interne dove si trovano gli affreschi di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino e il soffitto ligneo cassettonato realizzato nel 1884 in sostituzione di quello cinquecentesco. I lavori avviati il 9 maggio scorso con la consegna della sala alla ditta aggiudicataria della gara di appalto si sono svolti in modalità ‘open': anche per questo cantiere, infatti, la Sovrintendenza Capitolina ha previsto un passaggio all’interno della sala per consentire ai visitatori di vedere l’opera in corso.

(Testo Askanews)
Foto di Benvegnù e Guaitoli/Imagoeconomica
ultima modifica: 2017-02-21T07:30:54+00:00 da Rossella Pacilio