L’azzimato Vittorio Feltri, candidato al Quirinale da Salvini e Meloni, visto da Umberto Pizzi

Alessandro Sallusti: «Vittorio al Quirinale? Non ci andrebbe, si guadagna troppo poco».
Così il direttore del Giornale ha commentato la candidatura di Feltri al Quirinale lanciata dalla Lega e da Fratelli d’Italia al Quirinale (qui le puntate precedenti delle tensioni tra Feltri e Sallusti).

I partiti guidati rispettivamente da Matteo Salvini e Giorgio Meloni hanno dunque deciso di appoggiare già dalla prima votazione per la presidenza della Repubblica una delle firme di punta del giornalismo liberal-conservatore.

Anche se, come nota oggi il Corriere delle Sera, alcune delle ultime posizioni dell’ex direttore di diverse testate (dal Borghese all’Indipendente, da Libero al Giornale) non sono state troppo coincidenti con i movimenti di Salvini e Meloni: “Feltri si è detto favorevole alle adozioni per i gay, al suicidio assistito ed è un sostenitore della monarchia costituzionale e del ripristino del Regno d’Italia sotto Casa Savoia”.

Ma Feltri che dice dell’idea di Lega e Fratelli d’Italia? “Come siamo caduti in basso se hanno pensato a uno come me per la presidenza della Repubblica. Siamo arrivati a raschiare il fondo del barile…Eppure, sono lusingato di tanta attenzione. Sono grato per avermi regalato un’attestazione di stima che non può non farmi piacere”, ha detto la firma del giornalismo che ha scritto di recente un libro con Gennaro Sangiuliano (qui l’intervista a Sangiuliano e qui una gallery di Pizzi sulla presentazione a Roma del libro). (Leo Soto)

ultima modifica: 2015-01-29T09:38:14+00:00 da Valeria Covato