Chi c’era (e cosa si è detto) alla presentazione di Elisabetta II Regina

Chi c’era (e cosa si è detto) alla presentazione di Elisabetta II Regina

Grande omaggio alla regina del nostro tempo, alla monarchia e ad un Paese: l’Inghilterra. Un libro celebrativo, Elisabetta II Regina, che tutti i relatori hanno osannato il 10 novembre durante la sua presentazione nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati.

Così l’autore Francesco De Leo è stato presentato, insieme all’editore Gioacchino Onorati, dal vicedirettore dell’Ansa Stefano Polli, moderatore del dibattito: “In realtà più che un saggio Elisabetta II Regina è un romanzo che la racconta dalla nascita fino a qualche giorno fa, quando la regina Elisabetta II ha superato il record della durata di regno. Qui è narrata la storia di una grandissima regina. Dopo l’età vittoriana questa è stata un’altra grandissima epoca, quella elisabettiana”.

“Racconta – ha continuato Polli – che per la stampa pochi argomenti hanno sempre un appeal come le notizie relative alla corona britannica. È la tradizione la forza dei reali inglesi. Il ruolo svolto è stato sempre di grande rilievo perché, a differenza di quanto si possa pensare, la regina ha la capacità e la forza di influenzare le decisioni politiche”. Il direttore dell’Ansa ha concluso ricordando una battuta del marito Filippo di Edimburgo: “Mia moglie ha un buon posto di lavoro, duraturo e sicuro”.

Poi l’autore Francesco De Leo ha detto: “Mi piace dirvi cosa mi ha spinto a scrivere di lei, determinante è stata la celebrazione del regno più longevo. Elisabetta supera i 63 anni di governo. Un record in 1200 anni, tra decine di dinastie e 125 milioni di sudditi. Ha dovuto firmare 38 lettere di indipendenza per le colonie. Ecco che è sempre e comunque stata al passo tra tradizione e innovazione. Ha vinto la sfida del suo regno? Certo! Credo proprio che sia indubbio il fascino di questo personaggio che ha visto avvicendarsi durante il suo regno numerose figure istituzionali nel resto del mondo, come 6 papi, 7 arcivescovi di Canterbury ed 11 presidenti Stati Uniti!”.

 

Poi è intervenuto Giancarlo Aragona, per lunghi anni ambasciatore italiano a Londra, che parla di una persona estremamente pubblica, ma inafferrabile privatamente. “Da un lato la semplicità è da un lato la regalità. Grandissima professionalità per esercitare questa funzione e capacità di interpretare il cambiamento nell’età della costituzione e la capacità di sintonizzarsi con gli umori del popolo (eccetto momenti tragici che ricordiamo come durante la morte di lady Diana). Se ricordate re Farouk nella dolce vita disse ‘presto ci saranno solo 5 re, quattro delle carte ed uno in Inghilterra!’. Non c’è un monarca che abbia lo stesso carisma come la regina Elisabetta”.

“Perché questo accade? – si è chiesto l’ambasciatore Aragoni – Il merito è dell’istituzione monarchica, per gli inglesi è l’unica forma di stato concepibile. Fascinazione che si basa su motivi storici e culturali. Anche noi italiani, che con la nostra monarchia abbiamo avuto un rapporto controverso, ne siamo così tanto affascinati che ecco che stasera siamo tutti qui riuniti”.

“La famiglia, i discendenti, sono molto diversi e riflettono le diverse generazioni, compreso il principe Harry che fa il bizzarro ma poi in fondo sempre nelle righe. È un eccentrico che però dà il segnale che nella corona ci può convivere anche un personaggio simile. Così come Il duca di Edimburgo ha un ruolo essenziale nella visibilità della moglie, profilo pubblico e privato, un ruolo importantissimo che secondo me viene trascurato ingiustamente”.

Insomma il libro ha un’appendice fotografica con dodici capitoli che, sin dai primi, parlano di un’Elisabetta bambina fino a raccontare oltre mezzo secolo di regno. L’autore segnala l’episodio ove la regina è capace di trovare sempre la giusta misura di compromesso: “Avviene quando il principe William decide di sposarsi e discute con la nonna. Per i futuri sposi sono previsti 750 invitati a Backingam palace che però lui non conosce, quindi chiede che nella lista vengano inseriti gli amici e la regina acconsente”.

Questo episodio fornisce un’ulteriore chiave di lettura con spunti di riflessione. “Noi abbiamo sempre pensato alla monarchia come staticità ma invece il cambiamento ha determinato importanti scelte di stabilità e coerenza al passo con l’evoluzione dei tempi”. Insomma l’adorazione da parte degli italiani di questo personaggio storico ed attuale al tempo stesso è indubbia.

ultima modifica: 2015-11-11T15:56:08+00:00 da Fabiola Cinque