Il coronavirus spezzerà il rapporto tra Cina e Russia?

Il coronavirus spezzerà il rapporto tra Cina e Russia?
La partnership strategica fra Russia e Cina non è esente dal doversi necessariamente confrontare con la crisi globale in corso. Le settimane e mesi dinnanzi a noi celano la risposta alla rivendicazione da parte di Mosca e Pechino della loro cooperazione come “uno dei fattori più importanti di stabilità internazionale, del rispetto del diritto internazionale e nella creazione di in un mondo multipolare”

Le conseguenze sociali ed economiche della pandemia prodotta dal coronavirs SarsCoV2 stanno in questi giorni ridisegnando scenari da anni dati per scontati, e la politica internazionale pare non conoscere vaccino a questa crisi.

In Occidente sono infatti bastate poche settimane per rimodellare consolidate certezze. Lo spazio di Schengen è inesorabilmente crollato a colpi di iniziative unilaterali degli stati europei e al contempo sono stati abbattuti i dogmi del Patto di Stabilità, difesi strenuamente dalla Commissione Europea nel passato. Gli Stati Uniti appaiono su più fronti impreparati ad affrontare unemergenza sanitaria di questo tipo e il presidente Donald Trump ha deciso di chiudere i confini con Canada e Messico, facendo così cessare uno dei pilastri dei trattati di libero scambio e circolazione nel continente nordamericano.

Oriente invece le diplomazie paiono muoversi con la consueta disinvoltura. Nella prima conversazione ufficiale fra Vladimir Putin e Xi Jinping dallinizio della crisi i due leader hanno confermato la salda tenuta della partnership strategica fra Mosca e Pechino, anche nel perdurare della pandemia, sottolineando come dal principio si sia stabilita una stretta collaborazione nella lotta contro linfezione.

Dalla sua, Putin ha dato unalta valutazionedei risultati raggiunti da parte della Cina, contribuendo a salvaguardare la salute di molti altri paesi dal virus e rispondendo così con i fatti alle provocazioni e stigmatizzazione da parte di un certo paeseriguardo le modalità intraprese da Pechino nel confrontare la pandemia.

Xi ha riaffermato che la stretta cooperazione nella lotta al virus dimostra il livello raggiunto nei rapporti bilaterali, rimarcando la volontà di intraprendere iniziative condivise nellaffrontare le sfide poste alla sicurezza sanitaria globale. Il dialogo fra i governi di Cina e Russia ha designato il 2020 e 2021 come gli anni dellinnovazione scientifica e tecnologicae il presidente ha invitato le parti ad approfondire questa cooperazione e trarne i frutti in diversi campi.

Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri cinese, ma non da quello russo, Wang Yi avrebbe offerto alla controparte Sergei Lavrov il pieno supporto della Cina durante la pandemia, dando una speciale e urgente priorità” alle necessità da parte della Russia di acquistare materiale medico e sanitario, provvedendo così alla tanto necessaria assistenza.

Putin ha più volte rassicurato che la situazione nel paese è sotto controllo e che in momenti come questi, la popolazione deve fare affidamento su valori come solidarietà, compostezza, responsabilità, disciplina e supporto reciproco. Mentre i nuovi casi in Cina sembrano ormai limitati a coloro che rientrano dallestero e il focolaio di Wuhan pare domato, in Russia si conta una situazione in continua evoluzione.

In settimana, il Servizio Federale Antimonopolio ha registrato una carenza di mascherine mediche nella regione di Mosca mentre il da poco nominato premier Mikhail Mishustin ha annunciato nella giornata di giovedì misure rivolte alla facilitazione nellimportazione di dispositivi medici e prodotti farmaceutici, incluso lazzeramento di ogni tassa doganale. La decisione dovrebbe facilitare anche un eventuale import degli stessi dalla Cina.

Già il 30 gennaio scorso, applicando unilateralmente una clausola del trattato del 1994 che regola la gestione dei checkpoint fra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, Mishustin ha imposto la chiusura dei confini con la Cina. Una mossa resa necessaria secondo il governo per limitare il diffondersi dellepidemia. Liniziativa rischia però di impattare seriamente non solo sul commercio bilaterale, arrivato a toccare la cifra record di 110 miliardi di dollari nel 2019, ma anche sullo stesso Pivot to Asia russo, basato sullintegrazione tra le proprie regioni dellestremo oriente con lintero Nord-Est asiatico.

Il decreto del 30 gennaio è stato seguito anche da un blocco di tutti i visti rilasciati a cittadini cinesi. Una misura che rischia di avere forti ripercussioni sul settore del turismo, visto che oltre un milione e mezzo di cinesi hanno visitato nel 2019 il paese. Nel caso in cui il blocco perdurasse nella stagione estiva, è stato calcolato che i danni per leconomia russa ammonterebbero attorno a circa 350 milioni di euro. È stata invece ritirata una nota di protesta, lanciata dallAmbasciata cinese in Russia a fine febbraio, che richiedeva di fermare ogni azione discriminatoria nei confronti di cittadini cinesi, accusati senza motivo di evadere misure di quarantena imposte loro in maniera arbitraria da parte alle autorità municipali di Mosca.

A preoccupare maggiormente sono però altri aspetti della partnership, in particolare quelli energetici, alla base dei legami strategici fra Mosca e Pechino.

I mesi di gennaio e febbraio hanno visto la produzione industriale cinese contrarsi del 13,5% rispetto lo scorso anno mentre il mercato dellauto ha registrato un calo di oltre l80% nel mese di febbraio rispetto i dati del 2019. Il calo della produzione ha comportato anche una netta flessione dei consumi di elettricità e di materie prime. Sempre a febbraio le raffinerie cinesi hanno diminuito la produzione di oltre tre milioni di barili al giorno e la domanda di prodotti petroliferi è stata tagliata di oltre la metà, a causa del minore traffico di automezzi e aerei. Russia e Arabia Saudita si contendono da anni la fetta più importante del mercato petrolifero cinese ma la recente dismissione dellaccordo OPEC+ e il successivo crollo dei prezzi al barile da una parte aumenterà la competizione fra Mosca e Ryad per laccesso al mercato cinese, mentre dallaltra produrrà inevitabilmente effetti negativi sulle finanze russe.

Il combinarsi di diversi fattori quali il calo della domanda a livello globale, labbattimento dei prezzi del greggio e la ripresa, ad ora soltanto parziale dei consumi, aumenta esponenzialmente il potere di mercato della Cina in questo frangente, dando alle compagnie di stato un vantaggio ulteriore in termini di negoziazione di prezzi e volumi, in particolare nel mercato a pronti. A causa delle sanzioni americane contro Rosneft Trading SA, per via delle sue attività in Venezuela, la cinese Sinochem Corp sta rifiutando da settimane qualsiasi cargo di greggio in ogni modo collegato alla compagnia di stato russa.

Ad essere colpito duramente è stato anche il settore del gas naturale, dove le stime parlano di una contrazione della domanda cinese stimata attorno i 10 miliardi di metri cubi nel solo mese di febbraio. A farne le spese saranno principalmente le compagnie che esportano gas naturale liquefatto. La russa Novatek, che opera limpianto artico di Yamal, ha fatto sapere che non intende modificare la propria strategia nel medio periodo, la quale prevede il lancio del nuovo progetto Arctic LNG-2, in collaborazione con le cinesi CNPC a CNOOC. Una collaborazione promossa sia da Putin che Xi e di fondamentale importanza per levolversi della partnership strategica nellArtico. Dopo aver lanciato lo scorso dicembre il gasdotto Power of Siberia, il primo nella storia che collega Russia e Cina, Gazprom ha annunciato in questi giorni lo stop alle forniture di gas per una manutenzione programmatadella durata di 15 giorni che, secondo la compagnia, nulla ha a che vedere con gli effetti della pandemia sulla domanda cinese di gas naturale.

La partnership strategica fra Russia e Cina non è esente dal doversi necessariamente confrontare con la crisi globale in corso. Le settimane e mesi dinnanzi a noi celano la risposta alla rivendicazione da parte di Mosca e Pechino della loro cooperazione come uno dei fattori più importanti di stabilità internazionale, del rispetto del diritto internazionale e nella creazione di in un mondo multipolare.

*PhD. Candidate in  Scienze politiche-Geopolitica del dipartimento di Scienze politiche dell’università di Pisa



ultima modifica: 2020-03-24T18:09:16+00:00 da Redazione

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