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Potenziare la responsabilità umana. Baldelli spiega i principi guida dell’Intergurppo AI

L’iniziativa a cui hanno preso parte anche esponenti della minoranza, opererà su cinque tematiche strategiche: etica, legalità, empowerment e inclusione digitale. L’obiettivo è di trasformarsi da centro di dibattito a propulsore politico, dando concretezza al confronto. Seguendo sempre un principio cardine: tenere l’uomo al centro della rivoluzione tecnologica. Intervista ad Antonio Baldelli, presidente dell’Intergruppo per l’Intelligenza Artificiale

Alla Camera è stato da poco istituito un Intergruppo per l’Intelligenza Artificiale, presieduto dal deputato Antonio Baldelli (Fratelli d’Italia). Un’iniziativa a cui hanno preso parte anche esponenti della minoranza, con l’obiettivo di trasformare il confronto in azione politica. “L’Intelligenza Artificiale è una tecnologia abilitante e trasversale: incide sui sistemi produttivi, sui servizi pubblici, sulla competitività internazionale. Per questo l’approccio deve essere sistemico”, racconta Baldelli a Formiche.net.

Con quale scopo nasce questo nuovo intergruppo sull’Intelligenza Artificiale?

L’Intergruppo nasce con un obiettivo preciso: portare il tema dell’Intelligenza Artificiale dentro le istituzioni, dove il confronto politico è decisivo, anche con un qualificato comitato tecnico-scientifico. Vogliamo che il nostro Intergruppo diventi un luogo di incontro e confronto serio, di lavoro concreto, capace di trasformare il dibattito in azioni. Per questo desidero ringraziare tutti i colleghi parlamentari che hanno aderito all’iniziativa, insieme ai membri del comitato che supporterà i lavori con competenze e visione strategica.

Di quali aree strategiche si occuperà?

Abbiamo strutturato il lavoro su 5 assi: etica, legalità, empowerment e inclusione digitale. Transizione energetica, infrastrutture intelligenti, aerospace. Finanza e sicurezza dei sistemi. Sanità e ricerca scientifica. Innovazione industriale e mercati emergenti. L’Intelligenza Artificiale è una tecnologia abilitante e trasversale: incide sui sistemi produttivi, sui servizi pubblici, sulla competitività internazionale. Per questo l’approccio deve essere sistemico.

Nella conferenza stampa ha detto: “La neutralità tecnologica non è un’opzione”. Cosa intendeva?

Intendevo dire che la tecnologia non è neutra rispetto agli effetti che può produrre. Per tale ragione non è una opzione e di certo non possiamo restare passivi a guardare. Gli algoritmi incorporano scelte, priorità e modelli culturali che si basano sui nostri dati. La tecnologia va compresa a fondo: la formazione è fondamentale.

Quali sono le principali vulnerabilità a cui l’Italia deve far fronte per sentirsi più al sicuro?

Sono di natura tecnologica, organizzativa e culturale. Per sentirsi più al sicuro occorre rafforzare ricerca, competenze digitali, cybersecurity. E abbiamo già tutti compreso che la centralità antropologica debba rimanere la prima esigenza nell’uso dei questa tecnologia che sta correndo più veloce delle regole. E la politica deve saper tenere il passo. Come ha già sottolineato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “la politica si muove troppo lentamente mentre l’Intelligenza Artificiale avanza molto rapidamente”. Ma questa è proprio la cifra di ogni tecnologia dalla rapida evoluzione.

In che modo l’intergruppo intende portare avanti questo approccio?

Mettere l’uomo al centro significa progettare tecnologie che rafforzino diritti, dignità e opportunità. Vuol dire garantire trasparenza degli algoritmi, tutela dei dati personali, accesso alle competenze digitali e inclusione . L’innovazione non può e non deve sostituire la responsabilità umana: deve potenziarla. Questo è il principio guida del nostro lavoro.

Nelle ultime settimane il tema dell’eticità tecnologica è stato al centro della cronaca. Perché è fondamentale salvaguardare questo aspetto?

Serve a far sì che l’innovazione rispetti le persone. Significa poter usare tecnologie come l’Intelligenza Artificiale in modo giusto, trasparente e sicuro. Bisogna abbattere le discriminazioni, avere dati personali protetti e responsabilità chiare per chi progetta e usa questi strumenti. Significa anche attenzione all’ambiente e all’impatto sociale. L’etica non frena il progresso: lo guida nella direzione giusta.


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