In queste giornate dove non mancano letture e ricostruzioni della preparazione di Magnifica Humanitas, talvolta anche leggendarie, l’esperimento letterario dello statista trentino, che non aveva “alcuna pretesa di critica storica” come avvertito da Giulio Andreotti nella premessa alla riedizione del 1984, può rappresentare un esempio di opera di divulgazione da assumere a modello
La Lettera Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, offre un nuovo contributo, alla luce delle “cose nuove” del nostro tempo, a quella riflessione sulla società, sull’economia e sulla politica, “risultato di una trama paziente” (MH, 45), che è la Dottrina sociale della Chiesa. Ora, piuttosto che aggiungere una chiave di lettura, evidentemente meno qualificata rispetto alle tante già messe a disposizione e a quelle che si uniranno, qui si intende rievocare il saggio di Mario Zanatta, I tempi e gli uomini che prepararono la “Rerum Novarum”, pubblicato nell’estate del 1931 da Vita e Pensiero. Mario Zanatta ero lo pseudonimo di Alcide De Gasperi.
Con il proprio lavoro quotidiano, testate come Formiche.net e Avvenire confermano l’importanza, a tratti l’urgenza, dell’attività di inquadramento rispetto (forse, meglio di supporto alla scoperta o riscoperta di) a questo “corpus vivo di verità, che custodisce e interpreta la vocazione dell’umanità a una vita piena e giusta” (MH, 3), che è la Dottrina sociale della Chiesa, ancor prima con riferimento alle “convinzioni di fondo riguardo al modo in cui la Chiesa abita la storia e si rapporta al mondo” (MH, 18). Insomma, nei “cantieri della storia” (MH, 241) che abitiamo, abbiamo bisogno di figure – guida, pure laiche come “Mario Zanatta” , e di possibilità di incontro e dialogo, che ci aiutano di conoscere nuovamente da vicino i “contenuti” di questa “piattaforma spirituale e culturale” per cominciare, da attori (più) consapevoli, “a lavorare tutti insieme sul nostro comune futuro” (José Tolentino de Mendonca), “perché la città degli uomini diventi più vivibile, anche quando le logiche tecnocratiche e gli interessi di parte sembrano prevalere” (MH, 241).
