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Un plotone di circa quaranta marine statunitensi equipaggiate con droni sono state inviate in Finlandia per unirsi a “Baltic Sentry”, l’operazione lanciata sotto egida Nato lo scorso dicembre da dieci dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica per proteggere i cavi sottomarini presenti nel bacino del Mar Baltico, in seguito al verificarsi di diversi incidenti classificati come casi di sospetto sabotaggio.

I Marines utilizzeranno gli Rq-20 Puma, droni di sorveglianza lanciati a mano prodotti dall’azienda statunitense AeroVironment,  per “fornire ulteriore consapevolezza nel dominio marittimo” a Baltic Sentry, secondo quanto affermato dallo stesso Corpo dei Marines. Intervistato da TheWarzone il tenente colonnello Zach Leuthardt, portavoce del Corpo dei Marines degli Stati Uniti per l’Europa, ha aggiunto che I Puma “possono essere utilizzati sia dal mare che da terra, ma il loro impiego sarà determinato dal team finlandese e del Corpo dei Marines sul campo”. “La capacità del Corpo dei Marines di essere una forza agile e di spedizione, con esperienza negli ambienti litoranei, ci rende un partner logico per questo tipo di attività di vigilanza rafforzata”, ha sottolineato Leuthardt,“Questa è un’altra pietra miliare nel nostro rapporto di collaborazione di lunga data con la Finlandia e la Nato. Questa missione creerà le condizioni affinché gli alleati europei possano rafforzare i loro contributi e le loro capacità alla Nato”.

Anche un comunicato firmato dal ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen commenta il dispiegamento dei Marine, affermando che “Avere l’unità del Corpo dei Marines degli Stati Uniti in Finlandia e come parte dell’operazione “Baltic Sentry” della Nato rafforzerà la sicurezza della Finlandia e della regione del Mar Baltico. Questa cooperazione è una continuazione delle nostre esercitazioni internazionali attive con i nostri alleati”. Il dispiegamento di militari del corpo dei Marines statunitensi rappresenta il primo contributo di risorse umane da parte degli Stati Uniti a Baltic Sentry, segnalando il committment di Washington agli impegni dell’Alleanza e alla sicurezza dei propri partner europei.

A proposito di novità, i Puma non sono invece i primi droni ad essere coinvolti nelle operazioni di sorveglianza di Baltic Sentry. Già al momento del lancio dell’operazione, l’Alleanza Atlantica ha infatti reso noto di aver dispiegato una “Naval Drone Fleet” per proteggere le infrastrutture, sfruttando le capacità avanzate dei sistemi unmanned per monitorare, mettere in sicurezza e proteggere sia i cavi sottomarini che i gasdotti presenti nell’area. Tuttavia non è stato comunicato pubblicamente quali siano le piattaforme che compongono questa flottiglia.

Dopo l’ultimo episodio di danneggiamento, risalente alla settimana scorsa, anche l’Unione Europea ha annunciato la sua mobilitazione per proteggere le infrastrutture sottomarine dalle azioni di sabotaggio, dietro alle quali si sospettano esserci navi affiliate con Mosca e con Pechino.

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