È quasi pronto l’accordo che mira a rivedere l’intero sistema fiscale internazionale, ma ora bisognerà trovare il modo per implementare quanto scritto nell’intesa. Oggi i rappresentanti di circa 130 Paesi e giurisdizioni si incontreranno per chiudere l’accordo

Con l’aiuto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), circa 130 rappresentanti provenienti da diversi paesi e giurisdizioni diverse si incontreranno oggi per definire il futuro della global tax, uno dei dibattiti più caldi a livello internazionale dell’ultimo anno. I membri, che rappresentano circa il 90% del Pil mondiale, hanno aderito nel mese di luglio alla dichiarazione che stabilisce i termini per un nuovo quadro di riforma fiscale internazionale.

L’accordo mira a creare un sistema di tassazione egualitario per tutte le multinazionali, ma in attesa della firma definitiva molti paesi stiano già pensando a come attuare le procedure all’interno del proprio sistema fiscale. Come sottolinea Politico, il trattato prevede che le “100 aziende più grandi al mondo dovranno pagare le tasse in tutte le giurisdizioni in cui hanno le sedi,” i pagamenti saranno basati su una formula ancora da finalizzare, ma presumibilmente essa “si concentrerà sui profitti oltre la soglia del 10% per le aziende con entrate annuali da 20 miliardi di dollari o più. Di questa somma tassabile, le aziende dovranno distribuire il 25% di quei fondi per farli tassare ai paesi secondo la nuova formula.”

Il negoziato prevede anche che i 130 membri accettino di conformarsi ad un’aliquota minima del 15% sulle società, che ha messo in difficoltà paesi come l’Irlanda. Si prevede che Dublino firmerà comunque in seguito alle forti pressioni subite da Washington per concludere l’accordo.

L’Ocse risulta essere molto soddisfatta dell’esito di questi accordi, essendo il risultato di numerosi dibattiti e un’occasione per aggiornare il sistema fiscale internazionale non più adatto all’economia globalizzata e digitale. Il pacchetto di norme, infatti, mira a dare “la necessaria certezza e stabilità al sistema fiscale internazionale”.

Questo accordo sarà probabilmente il primo di una serie di trattati volti a digitalizzare il sistema internazionale oltre a trovare soluzioni finanziarie utili per tutti. Il continuo emergere delle nuove tecnologie ha rivoluzionato interi settori portandoli a modificare i propri sistemi, mercati e target. Questa è una sfida che si è posta anche il mondo della finanza, dato che le stesse nuove tecnologie hanno anche facilitato l’evasione fiscale attraverso lo spostamento dei profitti su giurisdizione a bassa tassazione.

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