I vertici dell’Intelligence della Difesa americana sono stati ascoltati dalla Camera dei rappresentanti Usa sul tema degli oggetti volanti non identificati, gli Ufo, nella prima audizione pubblica in cinquant’anni. Non si tratta di fantascienza, ma dei rischi alla sicurezza nazionale. Il timore è che questi fenomeni raccontino di una tecnologia all’avanguardia proveniente da minacce più vicine degli alieni, forse da Mosca e Pechino

Non è un film di fantascienza, ma per la prima volta in mezzo secolo la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha tenuto un’audizione pubblica sugli Ufo. In aula, la sottocommissione per l’Antiterrorismo e il controspionaggio ha ascoltato il sottosegretario alla Difesa per l’intelligence e la sicurezza, Ronald Moultrie, e il vicedirettore dell’intelligence navale, Scott Bray. La discussione si è concentrata sul programma lanciato l’anno scorso dal Pentagono per la valutazione di “144 fenomeni aerei non identificati” rilevati dai servizi americani dal 2004 ad oggi. Di questi, soltanto uno è stato sufficientemente spiegato dagli analisti del Pentagono. L’obiettivo dell’audizione, infatti, è stato quello di “metter a punto un metodo migliore per identificare questi fenomeni, analizzando le informazioni in modo più proattivo e coordinato di quanto fatto in passato”, secondo quando riferito dai rappresentanti della Difesa Usa. “I fenomeni aerei non identificati rappresentano una minaccia per la sicurezza, e il dipartimento per la Difesa farà di tutto per investigare la loro origine”, ha detto Moultrie alla sottocommissione.

Non fantascienza, ma sicurezza nazionale

Naturalmente, gli extra-terrestri non c’entrano nulla, ma il timore è che gli oggetti volanti non identificati (gli Ufo, appunto) siano in realtà sistemi d’arma o di spionaggio avanzati, testati da potenziali forze avversarie. “Il popolo americano si aspetta e merita che i suoi leader rispondano seriamente a qualsiasi potenziale rischio per la sicurezza nazionale, specialmente quelli che non comprendiamo appieno”, ha infatti dichiarato il presidente della sottocommissione, il democratico André Carson. I deputati, infatti, hanno sottolineato come sia urgente che il Pentagono chiarisca non tanto se esistano forme di vita aliene vicino alla Terra, ma quanto questi oggetti non identificati siano il prodotto di una tecnologia di nuova generazione messa in campo dalla Russia o dalla Cina.

Le difficoltà dell’analisi

La difficoltà nell’identificare questi oggetti sta nel fatto che spesso vengono registrati in condizioni molto particolari, spesso di scarsa visibilità. Il caso più comune è quello di video e testimonianze dei piloti di caccia militari, che incrociano questo tipo di oggetti mentre impegnati in missione. Spesso, la soluzione ai misteri degli Ufo arriva anni dopo, grazie all’avanzamento della tecnologia per analizzare le immagini. Un esempio, portato alla commissione, è quello di tre triangoli di luce che si muovono nell’aria ripresi da un visore notturno. Un’analisi successiva ha dimostrato che si trattava di semplici droni. In un altro caso, l’Ufo in questione si è rivelato essere un semplice pallone aerostatico sgonfio che ricadeva sulla superficie. In ogni caso, tutte le rilevazioni sono sempre spiegabili come frutto di tecnologia reale, sebbene all’avanguardia, e non c’è “alcuna emanazione che possa far pensare a qualcosa di non terrestre”, ha riferito il vicedirettore dell’intelligence navale Bray.

Le preoccupazioni del Pentagono

La pubblicità dell’audizione da una parte ha preoccupato la comunità dell’Intelligence americana, che ha sottolineato come rivelare le immagini riprese dalle telecamere e dai sensori militari rischia di rivelare troppo delle capacità della tecnologia in dotazione alle Forze armate Usa. “Non vogliamo che i potenziali avversari sappiano esattamente cosa siamo in grado di vedere o capire o come arriviamo alle conclusioni”, ha detto Bray, sottolineando: “le divulgazioni dovrebbero essere attentamente valutate caso per caso”. I Rappresentanti, invece, hanno insistito per la pubblicità dell’audizione temendo che il Pentagono si concentri maggiormente su cosa sa spiegare, tralasciando quello che invece non è riuscito a identificare.

“L’ufficio Ufo” della Difesa

L’ultima volta che il Congresso ha tenuto un’udienza pubblica sulla questione risale a 50 anni fa, con il Progetto Blue Book, l’ultimo di una serie di studi sistematici condotti dall’Aeronautica militare statunitense tra il 1947 e il 1969, sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Su sollecitazione del Congresso, il Pentagono ha recentemente rielaborato la task force incaricata di indagare su questi eventi, rinominata Airborne object identification and management synchronization group.

 

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