Lockheed Martin costruirà per il Pentagono ulteriori 375 caccia F-35 nei prossimi tre anni. L’accordo ha avuto ricadute positive anche sull’Italia con Leonardo, che realizza a Cameri le ali per i Joint strike fighter, che sale in Borsa, anche grazie agli annunci di nuove commesse che arrivano da Farnborough

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo con Lockheed Martin per la costruzione di circa 375 caccia F-35 in tre anni. L’annuncio è stato dato da William LaPlante, il sottosegretario alla Difesa per il procurement. L’accordo è un punto di partenza per la definizione dei prezzi e l’assegnazione vera e propria del contratto, che probabilmente avverrà nei prossimi mesi. Il suo valore finale è ancora incerto, ma dovrebbe essere di circa trenta miliardi di dollari. Secondo il Pentagono, la quantità finale di velivoli potrebbe cambiare in base a eventuali “aggiustamenti apportati dal Congresso degli Stati Uniti nel bilancio 2023 e a eventuali ordini richiesti dai partner internazionali”. Un precedente acquisto in blocco su base triennale da parte del Pentagono, firmato nel 2019, aveva riguardato 478 caccia, consentendo alla Lockheed di ridurre i costi di circa l’8%.

Le ricadute per Leonardo

L’annuncio ha avuto impatti positivi anche in Italia, con Leonardo che ha ottenuto un rialzo del 2% in Borsa anche per effetto di questo ordine, con l’azienda italiana che produce le ali per l’F-35. La maxicommessa, inoltre, si inserisce nei contratti, stretti e attesi, del gruppo di Monte Grappa all’International airshow di Farnborough. Tra questi anche gli accordi stretti da Leonardo con le aziende britanniche e giapponesi sul Tempest, il programma per il caccia di sesta generazione di cui l’azienda italiana è partner di primo piano. Sempre a Farnborough, poi, il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha firmato un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea per progettare, produrre, integrare e testare il Sample transfer arm per il programma Mars sample return, guidato dalla Nasa in collaborazione con l’Esa, con consegna prevista entro il 2025.

Impatti in Italia

Altro segnale positivo per l’industria del nostro Paese arriva dal mercato europeo dell’F-35, che ha a Cameri, in Piemonte, uno degli unici due centri di assemblaggio del caccia della Lockheed Martin fuori dagli Stati Uniti (l’altro è in Giappone). L’F-35 ha infatti collezionato di recente diversi successi, con la Finlandia, la Svizzera, la Germania e la Grecia che hanno aderito al programma, attestando il Joint strike fighter quale miglior caccia a livello di vendite, in particolare in Europa. A Cameri, inoltre, già vengono assemblati i velivoli destinati all’Olanda, e a marzo anche la Svizzera ha deciso di far assemblare i suoi F-35A presso lo stabilimento piemontese. Di recente, poi, un F-35A norvegese è arrivato in Italia per effettuare alcune misure di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento (Mrou).

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