Gli Eurofighter italiani proseguono le loro attività a sostegno dell’Air policing della Nato, spostandosi da sud a nord del fianco orientale dell’Alleanza. La task force Black Storm, schierata dal nostro Paese da dicembre dell’anno scorso in Romania, ha infatti terminato il suo impegno, e ora i caccia italiani saranno riposizionati, da agosto, in Polonia

L’impegno dell’Aeronautica militare si sposta da sud a nord. Dopo sette mesi, gli Eurofighter italiani schierati in Romania hanno infatti concluso il loro impegno all’interno della missione Nato di enhanced Air policing (eAP), la sorveglianza dei cieli rafforzata messa in campo dall’Alleanza all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Adesso, i caccia del nostro Paese si riposizioneranno in Polonia a partire da agosto, dove continueranno la loro missione per conto della Nato.

Sicurezza aerea rafforzata

L’operazione dell’Italia per il rafforzamento dell’Air policing sul fianco orientale della Nato nello spazio aereo rumeno è iniziata a dicembre dell’anno scorso, con la costituzione della task force Air – Romania (Tfa-R) Black Storm stanziata presso la base aerea Mihail Kogălniceanu di Costanza. Ad aprile la conduzione dell’Air policing è passata ai Typhoon della Royal air force (Raf) britannica, mentre i velivoli italiano sono passati all’esecuzione dell’enhanced Vigilance activity. Le operazioni sono state condotte da quattro Eurofighter EF-2000A, aumentati a otto a marzo come reazione all’invasione russa dell’Ucraina, diretti dall’Allied ai command della Nato di Ramstein, in Germania, attraverso il Combined air operations centre meridionale di Torrejón, in Spagna.

Lo schieramento italiano

Lo schieramento italiano in Romania era composto da circa 160 militari, per lo più dell’Aeronautica militare, diretto dal 36° Stormo di Gioia del Colle. I caccia Eurofighter sono stati messi a disposizione dal 4°, 36°, 37° e 51° Stormo, mentre un C-130J di supporto è arrivato dalla 46ª Brigata Aerea. “In questi sette mesi, il nostro team e gli Eurofighter italiani hanno totalizzato circa 1.400 ore di volo, generando oltre settecento sortite, più della metà delle quali volate come missioni eVA Combat air patrol, e circa cinquanta scramble di allerta”, ha riassunto il comandante della task force, colonnello Roberto Losengo. Ora i Typhoon italiani continueranno ad eseguire le operazioni eAP della Nato in Polonia all’inizio di agosto, con l’istituzione di una nuova task force.

La difesa Nato

La missione italiana ha fatto parte del dispositivo di sicurezza messo in campo dalla Nato a fine febbraio, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina. L’obiettivo era – e rimane – attuare ulteriori misure di rassicurazione per promuovere una persistente e rafforzata postura di deterrenza e difesa ai confini orientali dell’Alleanza. Parallelamente alla missione principale, è stato anche raggiunto un elevato grado di interoperabilità con gli assetti aerei dell’Alleanza dispiegati nell’area. I caccia italiani, infatti, hanno svolto nel mese di aprile il servizio di Quick reaction alert congiuntamente con gli Eurofighter tedeschi, e la task force si è esercitata nel recupero di personale e nelle attività di Slow mover interceptor con le forze aeree rumene e statunitensi. Lo schieramento del nostro Paese ha anche effettuato ulteriori attività congiunte con la Marina francese e rumena e ha partecipato in missioni di Close air support per i contingenti dell’esercito belga, francese, rumeno e statunitense.

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