La crisi in Turchia sta innescando turbolenze in Grecia, anche perché Ankara sa bene che l'economia greca rimane estremamente vulnerabile agli shock esterni

Continuano le reazioni scomposte di Erdogan dopo l’iper svalutazione della lira turca: si torna a provocare nell’Egeo, con un gravissimo episodio che ha visto pescatori turchi sconfinare e aprire il fuoco contro i greci a Leros, in una sorta di folle regolamento di conti. Solo dopo la protesta dei pescatori al ministero della marina, ad Atene si sono accorti della cosa.

PESCA E PISTOLE

Una primizia. Fino ad oggi a sconfinare erano stati gli F16 turchi che entravano e uscivano decine di volte a settimana dallo spazio aereo ellenico. Un po’ per provocazione, un po’ per rivendicare alcuni atolli contesi (che invece il Trattato di Losanna ha definito da un secolo). Ma ieri si è verificato un episodio davvero anomalo.

Alcuni testimoni oculari hanno raccontato di essere usciti per la pesca quotidiana ma i pescatori turchi hanno dapprima rubato loro le attrezzature da pesca e poi, una volta trovatisi difronte alle imbarcazioni dei greci che volevano recuperarle, si sono fatti avanti per difenderle. E a quel punto i turchi hanno sparato sei volte, mettendoli in fuga ma nelle loro acque. Alla radio i greci che chiedevano spiegazioni si sono sentiti rispondere: “Sono una barca da pesca turca, voi f… off”, per poi aprire il fuoco.

La crisi finanziaria in Turchia sta innescando turbolenze in Grecia, anche perché Ankara sa bene che l’economia greca rimane estremamente vulnerabile agli shock esterni. I rendimenti dei titoli greci sono aumentati in modo significativo, mentre le azioni bancarie sono state sottoposte a forti pressioni.

QUI ATENE

È da domenica scorsa che i pescherecci turchi stanno sconfinando in acque greche per pescare senza che Atene abbia fatto rimostranze. Secondo Anastasia Miliou, direttore dell’istituto di protezione del mare Archipelagos, i turchi è come se avessero “un diritto acquisito di pescare nelle acque territoriali greche”. Aggiungendo che gli episodi si rincorrono dalla scorsa settimana nelle acque di Patmos e Akri a soli cento metri dalle coste greche. Da ieri è stata aperta un’inchiesta.

Chiede di rimuovere immediatamente le navi turche per la sicurezza dei pescatori greci, il vicepresidente della Camera Dimitris Kremastinos: “I pescatori di Leros sono sconvolti, non solo per la loro professione ma anche per le loro vite. I pescherecci turchi hanno pescato a un miglio dal porto di Leros. Gli attriti quotidiani tra i pescatori dei due paesi creano un clima che può portare a sanguinosi episodi”.

In campo anche il movimento Change che ha esortato il governo a fare marcia indietro e garantire l’incolumità dei pescatori.

QUI ANKARA

Non getta acqua sul fuoco né mostra doglianze per l’accaduto il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu che, anzi, rincara la dose e attacca il governo di Atene, a margine della decima conferenza internazionale degli ambasciatori: “La Grecia provoca le tensioni che ci sono nell’Egeo, nonostante il fatto che la Turchia sia sempre stata vicino alla Grecia nei momenti difficili. Ma nell’Egeo e nel Mediterraneo di nuovo fanno aumentare la tensione rendendo le cose molto strane. Non tutti vogliono che nel Mediterraneo orientale si sviluppi una regione di pace e prosperità?”.

Attacca anche Cipro: “Per raggiungere una soluzione a Cipro è necessario avviare un nuovo processo. I greco-ciprioti non vogliono cooperare. E questo l’abbiamo visto l’anno scorso. L’abbiamo visto a Ginevra, l’abbiamo visto a Gran Montaña. E i Greci non sono diversi”. Ma la partita come è noto riguarda gli idrocarburi.

REAZIONI

Fuori dalla contesa (o in parallelo) spiccano le dichiarazioni dell’ambasciatore americano ad Atene, Jeoffrey Pyatt, che a margine dell’inaugurazione del Museo “Yfantis” a Lia Thesprotia ha sottolineato la convinzione che la Grecia rimane un pilastro di stabilità per l’intera regione. E circa le tensioni tra Stati Uniti e Turchia ha aggiunto: “Penso che il presidente Trump sia stato estremamente chiaro sulle nostre preoccupazioni per la Turchia e su cosa deve essere fatto. C’è un modello di coordinamento, ovvero la cooperazione e il dialogo tra la Grecia e gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti considerano la Grecia il pilastro della stabilità regionale e un alleato chiave nello sforzo per far avanzare il nostro obiettivo comune, ovvero spingere tutti i paesi dei Balcani occidentali verso istituzioni euro-atlantiche, aderire all’Unione europea, alle riforme europee. Consideriamo la Grecia un alleato molto importante nel tentativo di spingere tutti i paesi vicini alla democrazia e ai valori che abbiamo in comune”.

Infine da Ankara ecco un’altra reazione: un gruppo di avvocati turchi filogovernativi ha denunciato gli ufficiali della US Air Force presenti nella base aerea di İncirlik. Secondo i turchi, i militari Usa sarebbero collegati al movimento gulenista che ha tentato il colpo di stato contro il governo turco nel luglio 2016.

Gli avvocati puntano a bloccare tutti i voli che lasciano la base aerea di Incirlik, un importante snodo per le operazioni contro lo Stato islamico da cui il Pentagono ha da tempo avviato il disimpegno, trasferendo mezzi e uomini in varie località della Grecia.

twitter@FDepalo

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