I 100 anni di Fatima e il dubbio sul Quarto Segreto di suor Lucia

I 100 anni di Fatima e il dubbio sul Quarto Segreto di suor Lucia

Anno 2017, per Fatima si avvicina il centenario ed è di nuovo tempo di polemiche sul Terzo Segreto. Era il 13 maggio 1917 quando alla Cova da Iria, in Portogallo, su un albero d’elce tre pastorelli videro una “bianca Signora”, la Madonna. La Vergine disse a Lucia dos Santos, insieme coi cuginetti Francisco e Giacinta Marto, che sarebbe ritornata lì una volta al mese. Fu di parola: e gradualmente la folla crebbe fino a quando il 13 ottobre 1917 si compì il miracolo del sole danzante davanti agli occhi di quasi 70mila persone.

Fin qui la storia. Poi vennero gli anni dell’influenza spagnola, con la morte di Francisco e Giacinta che saranno proclamati Santi a breve. In compenso, però, Fatima è sempre stata accompagnata dall’alone di mistero dei segreti e, in particolare, del terzo che conterrebbe profezie drammatiche per il terzo mondo. E che da decenni suscita continui dibattiti che nemmeno la pubblicazione integrale, nel 2000, ha dissipato.

C’È UN QUARTO SEGRETO?

Il problema, infatti è che secondo alcuni autori il testo di questo Terzo Segreto (in realtà la terza parte del Segreto di Fatima, come dalle carte compilate da suor Lucia nel 1944) ce ne sarebbe una quarta che per motivi d’opportunità non sarebbe stata rivelata dalla Chiesa cattolica. Ad oggi questo è il Terzo Segreto, così come risulta dal sito della Santa Sede: “La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima. Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre. Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

E SE SI TRATTASSE DI BERGOGLIO?

Antonio Socci è uno degli autori che più ha sostenuto l’esistenza di una parte nascosta del Terzo Segreto. Nel corso degli anni ha scritto più volte sul tema, pubblicando anche un volume dal titolo Il Quarto Segreto di Fatima. Saverio Gaeta, anche lui un giornalista di valore, attribuisce un nuovo e sconvolgente significato al Terzo Segreto collegandolo alla morte di Papa Francesco in un attentato (e non, dunque, all’interpretazione). Un’ipotesi contenuta nel volume Il Veggente (Salani) nel quale vengono raccolte le rivelazioni raccolte da Bruno Cornacchiola, il “veggente” delle Tre Fontane di Roma. Egli riferisce che: “Sogni, sempre sogni, è un periodo di tempo che non faccio altro che sognare il papa che fugge: non Paolo VI, ma un altro. Lo aiuto e il mondo salta in aria; sangue, molto sangue, che sembra melma e molti restano presi come se fosse pece, restano attaccati. Molti sacerdoti e suore in piazza San Pietro squartati”. Queste le parole del presunto veggente, datate 1970, riportate dal libro. Che prosegue così: “Il papa, colpito gravemente, cade. Subito, coloro che stanno insieme con lui corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. Senonché, appena morto il pontefice, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così subitamente, che la notizia della morte del papa giunge colla notizia dell’elezione del successore. Gli avversari incominciano a perdersi di coraggio”.

Già che ci siamo: nel 2016 è circolata la voce di un accreditamento della tesi del “Quarto Segreto” ad opera, nientemeno, del papa emerito Benedetto XVI. Joseph Ratzinger ne avrebbe parlato con un sacerdote tedesco, padre Ingo Dollinger, cosa che però è stata completamente smentita. Socci, già che c’era ha ultimamente commentato sul suo blog a proposito di un volume uscito in Spagna a firma di José Maria Zavala, El secreto mejor guardado de Fatima (il Segreto meglio custodito di Fatima), che addirittura afferma di aver rinvenuto un testo originale di suor Lucia secondo il quale ci sarebbe uno sconvolgimento dell’asse terrestre, un papa apostata o comunque posseduto dal demonio e altre simpatiche cosette su questo tono. Socci però non ci crede: sarebbe opportuno periziare grafologicamente l’originale. Che Zavala non possiede, avendo ricevuto il documento per email.

L’OMBRA DI BERTONE

Il problema di fondo è che si ritiene possibile l’esistenza di un Quarto Segreto perché nel 2000, a Porta a Porta, l’allora segretario della Congregazione per la dottrina della fede Tarcisio Bertone ha mostrato due buste in televisione. Due buste che conterrebbero una il testo, l’altra la traduzione. E così ha detto anche a Giuseppe De Carli, storico vaticanista Rai e allora capostruttura Rai Vaticano nel suo libro L’ultima veggente di Fatima. No, non è così, sostiene chi parla delle due versioni o parti del segreto. Saverio Gaeta ha da poco scritto un volume dal titolo Fatima, tutta la verità nel quale afferma di ritenere possibile l’esistenza di un allegato al testo rivelato nel 2000. Testo che dovrebbe essere rivelato su autorizzazione diretta del papa.

Insomma, come si vede gli anni passano e il mistero continua. Il papa sarà a Fatima per il 12 e 13 maggio prossimo. La pubblicazione di questi volumi è solo una tendenza editoriale o ha basi fondate? I nomi di colleghi prestigiosi sono garanzia del fatto che forse qualcosa possa avere un frammento di verità. Ma alla fine dei conti: Fatima, come Lourdes e (se verrà riconosciuta) Medjugorje, non hanno rivelato un’unica richiesta mariana, e cioè la penitenza e la conversione dei cuori? Che sia questo il vero segreto?

ultima modifica: 2017-04-18T08:00:32+00:00 da Antonino D'Anna

 

 

 

 

 

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