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Regno Unito e Russia, il caso Smyrtos riapre il confronto sulla flotta ombra

Il governo britannico difende l’operazione condotta a giugno contro la petroliera della “flotta ombra” russa e respinge le accuse di Mosca: l’abbordaggio, sostiene Londra, è avvenuto nel rispetto del diritto internazionale. Putin parla invece di “pirateria” e avverte che la Russia potrebbe rispondere sequestrando navi dei Paesi considerati ostili. Dietro lo scontro c’è una partita più ampia: trasformare le sanzioni sul petrolio russo da strumento finanziario a misura applicata anche in mare

L’offensiva cyber diventa pubblico-privata. La svolta americana e i nodi del diritto internazionale visti da Mele

Con il memorandum del 12 agosto, Donald Trump apre alle imprese statunitensi selezionate la possibilità di condurre operazioni cyber contro organizzazioni criminali straniere, ma soltanto per conto, sotto la direzione e il controllo del Governo federale. Non è una liberalizzazione del cosiddetto “hack back”, ma la costruzione di un nuovo modello di esercizio del potere cyber, le cui conseguenze vanno ben oltre il contrasto alla criminalità transnazionale

La Nuova Zelanda alza il livello su Pechino. Cosa dice il rapporto sullo spionaggio cinese

Nel nuovo rapporto sulla sicurezza nazionale, l’intelligence di Wellington indica esplicitamente Pechino come il principale attore dello spionaggio straniero nel Paese. Nel mirino non ci sono soltanto informazioni governative, ma tecnologie, ricerca universitaria, aziende e infrastrutture spaziali. Una scelta di trasparenza che segna anche l’evoluzione della postura neozelandese all’interno dei Five Eyes

Taiwan sotto attacco cyber. Così gli agenti AI hanno colpito i sistemi governativi

Un sistema composto da più agenti di intelligenza artificiale ha colpito reti governative taiwanesi, operando in parallelo, modificando autonomamente le proprie strategie e individuando nuove vulnerabilità quando una strada si rivelava inefficace. Taipei conferma l’attacco e la sua provenienza estera, ma non punta il dito contro Pechino. L’attribuzione alla Cina resta per ora una valutazione tecnica

Perché Berlino vuole ampliare i poteri dei servizi

Il governo Merz approva la riforma dei servizi di intelligence: più capacità cyber, strumenti di intelligenza artificiale e, in casi circoscritti, misure operative per fermare attacchi e sabotaggi. Sullo sfondo c’è la pressione delle operazioni ibride russe, ma anche la volontà di Berlino di dipendere meno dalle informazioni degli alleati

Germania e Italia, due strade contro la minaccia ibrida. La lettura di Petrelli

Di fronte alla crescente minaccia ibrida russa, Italia e Germania imboccano strade diverse: Roma rafforza il dominio cyber e il coordinamento della Difesa, Berlino punta a una profonda riforma dell’intelligence con capacità offensive. Due approcci distinti alla sicurezza nazionale. L’analisi di Niccolò Petrelli

Telegram, tv e memoria storica. Come funziona la propaganda russa secondo la Nato

Non una macchina perfettamente centralizzata, ma un sistema capace di assorbire gli shock, sperimentare diverse letture degli eventi e ricomporle in una narrazione coerente. Un nuovo studio del Nato Strategic Communications Centre of Excellence ricostruisce l’architettura della propaganda interna russa, dal ruolo di Telegram alla gestione delle perdite, passando per Kursk, l’attacco al Crocus City Hall, il 9 maggio e il ritorno di Donald Trump

La Svezia ferma un’operazione dell’Svr. Così Mosca cercava di influenzare Stoccolma

La sicurezza svedese ha interrotto un’operazione diretta dall’intelligence estera russa che puntava a raccogliere informazioni sul processo decisionale di Stoccolma e a utilizzarle per attività di influenza. Coinvolti ufficiali dell’Svr sotto copertura diplomatica e un agente reclutato in un Paese terzo. Il caso conferma l’attenzione di Mosca per la Svezia, entrata nella Nato nel 2024 e tra i principali sostenitori europei dell’Ucraina

La Germania rifà i servizi segreti come con la Difesa. Ecco perché

Come Berlino sta trasformando il Bnd e il BfV da apparati conoscitivi a strumenti operativi, replicando nell’intelligence la stessa rottura storica già compiuta con il riarmo della Bundeswehr. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

Come costruire una cultura della sicurezza tra le nuove generazioni. Scrive Bardazzi

Di Andrea Bardazzi

Le iniziative dell’intelligence verso i giovani non mancano, ma resta scoperta la fascia dei giovani adulti. La sfida non è comunicare di più, bensì rendere la sicurezza nazionale oggetto di interesse culturale e personale. La riflessione di Andrea Bardazzi, presidente della Sezione giovani della Socint

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