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Un giovane su tre ha paura di fare figli. La ricerca di Magna Carta letta da Roccella

Quasi un giovane su tre ha paura di mettere al mondo un figlio in mancanza di una rete di supporto pubblica o privata. Le preoccupazioni economiche rappresentano uno dei fattori più significativi per cui i giovani decidono di non fare figli. Lo stesso vale per le limitazioni legate alla carriera e al tempo personale. Non solo. Fra i ragazzi tra i 17 e i 28 anni (ma anche oltre) i figli non si fanno per “convincimenti personali”. Sono alcuni dati della ricerca della fondazione Magna Carta, presentata l’altro giorno alla presenza della ministra Eugenia Roccella, della sottosegretaria Albano e del commissario al sisma 2016, Castelli

Enzo Tortora e quel maledetto venerdì 17. La riflessione di Stanislao Chimenti

Venerdì 17 giugno 1983 a Enzo Tortora veniva notificato un ordine di cattura emesso dalla Procura di Napoli per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. Dopo 7 mesi di carcere e una condanna in primo grado a 10 anni, il 15 settembre 1986 venne assolto dalla Corte d’Appello di Napoli. Un caso che ancora lì a turbare le coscienze e a mostrare cosa possa accadere a chiunque quando il sistema della responsabilità civile non funziona

Ridare dignità al lavoro operaio. Il messaggio di Cucinelli al premio Einaudi

L’edizione 2024 del premio Einaudi è stata attribuita all’imprenditore del cachemire, Brunello Cucinelli. A consegnare l’onorificenza il presidente e il segretario generale della fondazione, Giuseppe Benedetto e Andrea Cangini. A seguire, la lectio magistralis dell’imprenditore tra ricordi d’infanzia, visione sul futuro e salvaguardia del made in Italy e del lavoro operaio

Premierato, stop ai ribaltoni, decidono (solo) gli elettori. Parla Gardini

Conversazione con il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “68 governi dal 1948 ad oggi: basta solo questo per cambiare registro. Industria e professioni ci chiedono una visione ampia, che può essere data solo da esecutivi stabili. La sinistra? Era d’accordo con la riforma, come scritto da D’Alema, Prodi e Occhetto nel 1995. Poi oggi ha cambiato idea”

Riforme, le ipocrisie della sinistra e il rischio referendum per le destre populiste. Scrive Cangini

Un dato balza agli occhi. Ovvero il fatto che, cosa imbarazzante per forze politiche orgogliose di dirsi “populiste” come la Lega e Fratelli d’Italia, entrambe le riforme sono ad alto rischio di bocciatura da parte del “popolo”. Il commento di Andrea Cangini

Ecco il festival dell'Umano tutto intero, per una rivoluzione antropologica della società

Il primo festival internazionale sull’Umano tutto intero, promosso dal network Sui Tetti, ha visto alternarsi per 48 ore decine di speaker del mondo sociale, culturale, politico, religioso e sindacale, promosso dal network Ditelo Sui tetti. Zuppi, Parolin,Valditara, Roccella, Sbarra, Mantovano. Proposte ai decisori per rispondere alle domande sull’uomo. Menorello: “La rivoluzione copernicana che serve alla società è solo quella antropologica”

Premierato e autonomia. I rischi di ideologie e spaccature secondo Maffettone

Con la legge Calderoli, si rischia di spaccare il Paese e penalizzare il Mezzogiorno. Mentre con la riforma istituzionale si indebolisce il Presidente della Repubblica. Conversazione con il politologo, Sebastiano Maffettone

De Gasperi, il sogno europeo e la politica estera. Cazzullo, Renzi e Quagliariello leggono Polito

La politica estera, la scelta atlantica, la visione europea. Cosa insegna la figura di Alcide De Gasperi a settant’anni dalla morte. Il centrismo, il rapporto con Dossetti e la grande lungimiranza sulle debolezze della Costituzione. Le cinque lezioni del fondatore della Democrazia Cristiana nel libro di Antonio Polito, letto da Gaetano Quagliariello, Matteo Renzi e Aldo Cazzullo alla Galleria Nazionale

I dubbi sull'Ursula bis e la capacità (limitata) della trattativa di Meloni in Ue. Parla Passarelli

Le trattative serrate per le nomine in Europa sono in corso. Sul bis di von der Leyen alla Commissione ci sono diverse incognite. Meloni pretende spazio per l’Italia ma ha poca libertà di manovra, tanto più che il gruppo Ecr è irrilevante ai fini della costruzione della maggioranza. Macron e Scholz, che continuano a dare le carte a Bruxelles, vogliono invece chiudere la partita. Può spuntare la carta Draghi. La panoramica del politologo della Sapienza, Gianluca Passarelli

Dalla Moldavia Mattarella alza le barriere contro la disinformazione russa

“La pace in Ucraina? Sia giusta, non figlia delle armi e della prepotenza che con le armi si intende esercitare. Chisinau in Ue? Ci sarà il supporto italiano. L’allargamento? Esigenza storica ineludibile per cui la mossa non solo serve a completare la comunità europea in senso pieno, ma al contempo va promossa supportando i candidati nel centrare gli obiettivi comunitari”

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