Ecco come la Polizia stradale prevederà gli incidenti. Il video

La sfida annunciata dalla polizia consiste nell'analisi dei dati riguardanti i flussi di traffico per creare strategie risolutive, migliorare la sicurezza stradale e diminuire le vittime di incidenti

Prevenire i crimini e gli incidenti stradali utilizzando i dati raccolti sulle strade dai nuovi strumenti tecnologici. Ieri si è tenuta la prima conferenza internazionale TRAP2017 (Traffic Police) con il lancio ufficiale dell’attività della Polizia Stradale nel campo della ricerca. L’obiettivo è analizzare i dati riguardanti i flussi di traffico per creare strategie risolutive, migliorare la sicurezza stradale e diminuire le vittime di incidenti.

Per l’occasione è stato fornito un insieme di dati da analizzare. Nello specifico un insieme (anonimo) di transiti raccolti nel 2016 da 28 portali di lettura targhe omogeneamente distribuiti in più di 350 km di autostrada. Più di 155 milioni di transiti, oltre 14 milioni di differenti veicoli che hanno usufruito della tratta. Questo è soltanto l’inizio di un percorso di applicazione di tali tecniche avanzate per l’analisi dei dati gestiti tutti i giorni dalla Polizia di Stato, con una media di circa 6 milioni di transiti che quotidianamente arrivano dai sistemi sparsi su tutto il territorio nazionale, in ambito autostradale e non. L’omogenea installazione dei portali anche solo in ambito autostradale porterebbe a più di 6.500 km costantemente monitorati automaticamente da tali sistemi.

Per approfondire vedi Big data e Pubblica amministrazione digitale. A che punto siamo?

ultima modifica: 2017-10-26T17:44:18+00:00 da Alessandro Albanese Ginammi

 

 

 

 

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