Le simpatie tra Argentina, Cina e Russia che non piacciono agli Usa

Le simpatie tra Argentina, Cina e Russia che non piacciono agli Usa
Il presidente Mauricio Macri ha difeso gli accordi bilaterali con i governi di Xi Jinping e Vladimir Putin

A tre giorni dalla visita del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in Argentina, il presidente Mauricio Macri ha difeso i rapporti bilaterali, soprattutto commerciali, con la Cina e la Russia. Il presidente argentino ha detto che continuerà ad avanzare nell’associazione strategica con Mosca e ha difeso i suoi vincoli con Pechino.

COMMERCIO BILATERALE

Il ministero degli Affari esteri argentino ha annunciato “sviluppi concreti” negli accordi bilaterali con la Russia, così come l’inizio di “progetti di cooperazione e investimenti con l’obiettivo per entrambi i Paesi di approfondire un’associazione strategica”. In un tweet, il segretario di Rapporti economici internazionali dell’Argentina, Horacio Reyser, ha scritto: “In confronto con gli attuali 900 milioni di dollari di commercio bilaterale, abbiamo un potenziale gigante per l’espansione del commercio e gli investimenti”.

RUSSIA E ARGENTINA: ECONOMIE COMPLEMENTARI

Durante un intervento pubblico, Reyser ha voluto sottolineare i punti in comune tra Russia e Argentina: “La struttura del commercio bilaterale dei nostri Paesi evidenza chiaramente come sono complementari le due economie. Se sommiamo la competitività dell’offerta agro-industriale argentina, e l’importante richiesta di  questi prodotti da parte del mercato russo, si può intuire che il commercio bilaterale crescerà rapidamente”.

A Mosca si è svolta fino a mercoledì la XIII Commissione Intergovernativa argentino-russa per la Cooperazione Commerciale e Scientifico-Tecnologica (COMIXTA). La missione: potenziare i rapporti commerciali e la cooperazione in diversi settori come trasporto, agroindustria, scienza e tecnologia. Il presidente Vladimir Putin ha ricevuto Macri a Mosca lo scorso 23 gennaio.

UN MONDO MULTIPOLARE

In risposta alle dichiarazioni di Tillerson, l’ambasciatore argentino in Cina, Diego Guelar, ha detto che “l’epoca degli imperialismi è finita. Oggi c’è una formula multipolare molto chiara nel mondo e quello fa bene. Non c’è spazio per posizioni imperialiste, ovunque arrivino”. Il diplomatico ha spiegato che in Argentina sono presenti, e stanno crescendo, molte imprese del settore finanziario, energetico e d’infrastrutture. “Una tendenza – ha insistito – che non ha marcia indietro e continuerà ad aumentare”.

Dal 6 all’8 febbraio si è svolto a Buenos Aires un seminario di tre giorni sui rapporti Cina-Argentina. Secondo il direttore delle giornate “Globalizzazione e società in Argentina”, l’obiettivo è abbandonare i pregiudizi e comprendere i processi culturali, politici e sociali […]. Vogliamo capire come si vivono i processi di lavoro in Cina e come si vivono qui”. Ai tavoli di lavoro si è parlato di centralità del movimento operario, del rapporto occupazione-Stato, identità culturali e religiose e politiche di scienza e tecnologia.

AMICIZIE PERICOLOSE

Tillerson aveva manifestato la sua preoccupazione per l’aumento dell’influenza cinese e russa nella regione (qui l’articolo di Formiche.net). Per il governo americano è “allarmante” che la Cina sia “il più grande socio commerciale” di Paesi latinoamericani come Argentina, Brasile, Perù e Cile, così come sia il principale creditore del regime di Nicolás Maduro in Venezuela. Tillerson ha insistito che Washington resta “il socio più stabile, forte e duraturo dell’America latina”.

Secondo il presidente del Comitato di Affari Esteri del Consiglio della Federazione russa, Konstantin Kosachev, agli Stati Uniti non interessa che i Paesi latinoamericani sostengano rapporti con Cina e Russia basati in principi democratici.

ultima modifica: 2018-02-09T14:50:08+00:00 da Rossana Miranda

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