Galli Della Loggia inciampa nella tuttologia

Galli Della Loggia inciampa nella tuttologia
Dopo la sortita piccata per la nomina di Bray a ministro dei Beni Culturali, lo storico ed editorialista del Corriere della Sera si esercita nell'arte della critica su un settore che non maneggia come la storia e gli effetti non sono del tutto consoni a giornali ed editorialisti blasonati...

A fare i tuttologi e i polemisti si fa spesso notizia, ma si incappa anche in brutti scivoloni. Ne sa qualcosa Ernesto Galli Della Loggia, storico ed editorialista del Corriere della Sera.

Domenica scorsa, in un articolo pubblicato sul quotidiano di via Solferino, Della Loggia ha criticato il progetto della piattaforma petrolifera Ombrina Mare, che Medoilgas Italia sta sviluppando al largo delle coste abruzzesi.

Bomba ecologica”, l’ha definita con una certa sicumera, descrivendola come una “mostruosa unità galleggiante di raffineria e stoccaggio del greggio destinata a bruciare le impurità fortemente presenti nel combustibile di pessima qualità estratto”.

Per comprendere di che razza di autentica bomba ecologica si tratti – ha aggiunto Della Loggia sul Corriere probabilmente tra lo sconcerto di qualche grande azionista Rcs avvezzo a queste materie – basterà dire che le autorità degli Stati Uniti non hanno mai autorizzato un impianto del genere nelle loro acque territoriali, consapevoli delle conseguenze di una simile mostruosità: probabile inquinamento delle falde freatiche, più che probabili perdite in mare del greggio estratto, inevitabile riversamento di sostanze chimiche della lavorazione, distruzione d’ogni attività turistica e di pesca per un lungo tratto della costa, radicale snaturamento dei luoghi”.

Opinioni personali, ma che pesano come macigni, perché in un Paese afflitto dalla sindrome Nimby fanno leva su paure e incertezze dei cittadini attraverso l’importante megafono che sono le colonne del giornale più venduto d’Italia. Il tutto senza stimolare una riflessione aperta basata su dati scientifici, gli unici validi a stabilire gli effetti di opere infrastrutturali.

Oggi, sulle stesse pagine del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli, è arrivata la replica di Sergio Morandi, amministratore delegato di Medoilgas Italia, che in un articolo ha smontato l’analisi di Galli Della Loggia. Morandi definisce quella illustrata dallo storico come “una rappresentazione falsata del progetto”, spiegando tra le altre cose che la raffinazione non avverrà sulla piattaforma, ma altrove, riducendo pressoché a zero i rischi paventati dal professore romano.

La replica di Medoilgas è stata talmente tecnica e scientifica nell’affrontare punto per punto le opinioni dello storico da costringerlo a una controreplica che somiglia molto a delle scuse mascherate, nelle quali ammette una non conoscenza della materia. “Chi affronta su un giornale un problema il quale implica conoscenza di materie di cui non è personalmente esperto deve decidere a quale fonte affidarsi tra le tante possibili”. E non serve a niente aggiungere i titoli accademici della sua pur informatissima fonte.

La figura rimediata da Della Loggia non è delle migliori e la prossima volta lo spingerà, forse, a porre maggiore attenzione a dove attinge alle notizie, pur nella consapevolezza che – almeno quando si è in buonafede – sarebbe sempre bene parlare solo di ciò che si conosce. Si perde un po’ in visibilità, ma si guadagna in buona reputazione. Merce rara di questi tempi, anche per giornali ed editorialisti blasonati.

ultima modifica: 2013-05-21T13:07:00+00:00 da Leo Soto

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1 Commento su “Galli Della Loggia inciampa nella tuttologia

  1. Prendo spunto dall’articolo di Ernesto Galli Della Loggia “Quella piattaforma al largo dell’Abruzzo” pubblicato sul Corriere del 19 maggio.
    Pur potendolo fare essendo un operatore del settore, non entro nel merito del progetto specifico; Sergio Morandi, AD di MedoilGas ha giustamente replicato in maniera puntuale e precisa, conoscendo a fondo il progetto.
    Entro invece nel merito del come chi fa informazione si pone di fronte a una questione che “implica conoscenza di materie di cui non è personalmente esperto”. Secondo Galli Della Loggia, giustamente, si “ deve decidere a quale fonte affidarsi tra le tante possibili”. E qui entra in gioco uno strano meccanismo, nel quale cade troppe volte purtroppo chi fa informazione: è meglio fare notizia o fare informazione? E quale è la differenza?
    Ho recentemente letto uno slogan pubblicitario: “le tue opinioni sono fatti”; sono esterrefatto e intimorito da questa affermazione. Comprensibile per chi vende prodotti, allucinante per chi dovrebbe fare informazione, ovvero condividere conoscenza.
    Il mio background scientifico mi impone di affidarmi ad una fonte solo dopo averne sviscerate (e presentate) tante, e in ogni caso l’essere ambientalista non può automaticamente significare “essere informato sull’argomento”. Essere esimio docente di Matematica con un invidiabile curriculum (di matematica!) in una Università americana, docente peraltro giudicato non troppo bene dai suoi stessi studenti secondo gli schemi anglosassoni del “dai un voto al tuo docente”, non significa necessariamente essere un esperto di energia o di piattaforme petrolifere. Così come essere un oculista non significa necessariamente saper fare una operazione a cuore aperto… ho da sempre il massimo rispetto per le professioni tutte, ma come si dice “a ognuno il suo”… non si possono dare patenti di sapienza econoscenza in questo modo.
    Per chi fa informazione, prendere le parti di un ambientalista contro un imprenditore può essere saggio corretto e anche utile, ma solo se le istanze portate dal primo sono specifiche, corrette, supportate da dati, incontrovertibili e non replicate correttamente dal secondo, altrimenti si scade nella malainformazione. Galli Della Loggia dice che “tra l’opinione di questa studiosa (di matematica!) e quello della Medoilgas, io sia molto, molto più propenso a fidarmi della prima che della seconda”. Attenzione: banalizzando ma non troppo, questo significa che se il petrolio o il gas vengono dal Sudan o dalla Nigeria o dalla Russia allora va bene. Io non ci sto: questo non è sviluppo sostenibile ma solo uno dei tanti, troppi NIMBY.
    Sarebbe necessario avviare un serio dibattito sull’energia, discutere nel merito della recente Strategia Energetica Nazionale senza pregiudizi, senza questioni a prescindere, senza attaccare o difendere posizioni che troppo spesso cadono in fenomeni NIMBY; in fondo la macchina la guidiamo, la pastasciutta la cuciniamo, la giacca a vento in materiale plastico e quindi derivato del petrolio la mettiamo. E vogliamo continuare a farlo. Fra lo stato dell’oggi e il sogno di un domani pulito solare e rinnovabile non possiamo dimenticarci del frattempo.
    È sempre Galli Della Loggia che scrive sul Corriere del 13 maggio “Gli antagonisti del NO a tutto” ragionando su PD e M5S: ecco, le pur condivisibili accuse mosse ad entrambi putroppo si riscontrano anche nel troppo frequente narcisismo ideologico che affligge molti intellettuali, portandoli a andare dove va il vento.
    Sia nell’articolo di Galli della Loggia che nella sua controreplica ai fatti citati da Morandi, noto una opinione basata su una opinione: nessun dato, nessuna fonte scientifica, nessun riscontro tecnico/operativo/ambientale/economico. E una opinione basata su una opinione non è nè informazione nè opinione, ma poco più di un copia e incolla. Troppe volte travisiamo questi aspetti, troppe volte chi fa informazione e rilascia opinioni viene mosso dalla ricerca di facili massimi consensi o massimi dissensi.
    Troppe volte chi fa informazione, e Galli Della Loggia con le sue Opinioni “fa” informazione, cade in un pericoloso “luddismo intellettuale” che poco facilita, anzi ostacola, l’apertura di quei meccanismi virtuosi di diffusione della conoscenza di cui tutti avremmo davvero bisogno in questo paese “franato e cementificato” sia fisicamente che purtroppo mentalmente.

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