Letta, il M5S e il futuro del Governo. Dialogo con Adriano Zaccagnini

Letta, il M5S e il futuro del Governo. Dialogo con Adriano Zaccagnini

Adriano Zaccagnini è un ex M5S ora nel gruppo Misto alla Camera. Rispetto alla collega ex-m5s, la Senatrice Paola De Pin, che aveva votato la fiducia al Governo Letta, scatenando l’ira degli ex compagni di partito, Zaccagnini ha detto ancora “no”. Ho avuto modo, grazie alle infinite risorse del web, di contattarlo e di porgergli alcune domande sul perché della decisione di non votare la fiducia al Governo Letta, sulle prospettive future di questa legislatura e soprattutto, il suo pensiero circa la condizione politica attuale. 

On.Zaccagnini, perché non ha votato la fiducia al Governo Letta?

Non ho votato la fiducia perché quando Letta è giunto alla Camera avevo già la sensazione che la mossa di Berlusconi avrebbe dato continuità ad un governo delle larghe intese, il peggior governo possibile di questa legislatura, un governo che legittima il debito pubblico e che è servo dell’eurocentrismo, un governo che non mette in discussione le politiche europee e applica tagli al welfare solo per pagare un “debito immorale” alle banche senza riformare il sistema finanziario che ha prodotto la crisi europea.

Lei si dice un euroscettico?

Non sono contrario all’Europa, ma sono europeista alla Altiero Spinelli, per un’Europa culturale, federalista, con una Commissione eletta dai cittadini e non per un’Europa legata dalla finanza. Anche il concetto di Fortezza Europa mi sta stretto e perciò ho votato la sfiducia, anche se non avrei mai mandato il paese alle urne allo stato attuale e nel caso avrei votato la fiducia per un governo di scopo o un governo politico spostato a centro sinistra (pd-exm5s-sel).

Pensa che questo governo potrà fare qualche cosa di utile per il Paese?

Questo governo potrebbe deberlusconizzare la politica. Cosa utilissima. Meno ridare vita alla DC. C’è da dire che però tornare al linguaggio politico prima dell’era berlusconiana è necessario se si vuole trattare di temi politici e non di contrapposizioni personali. Quello che trovo necessario è agire per equiparare la situazione italiana a quella tedesca in tema di democrazia interna ai partiti e ai movimenti politici. La parte relativa a ciò, all’interno della legge sull’abolizione del finanziamento pubblico, la condivido in buona parte.

E sulla riforma della Costituzione?

Per la riforma della Costituzione credo sia necessaria una buona manutenzione di questa e raggiungere un’efficienza significativa nei meccanismi del parlamentarismo, ma senza stravolgimento e squilibrio fra i poteri dello Stato. Dal punto di vista economico e  fiscale questo governo può fare bene se non penserà solo a se stesso, soprattutto se sarà capace di risollevare l’Italia senza ricorrere alle privatizzazioni. Dopo la finanziaria potrò dare un giudizio, ora è prematuro.

Quali sono i temi su cui pensa sia necessario intervenire e su cui Lei è disposto a dare un voto favorevole?

Sarei disposto a votare appunto per chiare procedure di democrazia interna ai partiti e movimenti, per una Costituzione che renda efficienti i lavori parlamentari, per l’abolizione dell’art 81 della Costituzione che ci condanna ad una usura legalizzata per pagare il debito contratto finora, per la riforma della Bossi-Fini, della Fini-Giovanardi, per la rimodulazione dell’IMU in modo che i super ricchi la paghino, per tenere l’IVA al 21%, per la riforma del sistema bancario – in primis divisione fra banche commerciali e d’investimento e tassa sulle transazioni finanziarie 0,05%; per la nazionalizzazione dell’ILVA, per la richiesta all’Europa di un Euro a doppia velocità per l’area Mediterranea.

On. Zaccagnini, ci sono proposte di legge o interventi che sta portando avanti come attività personale in Parlamento?

Le mie proposte, oltre quella per il bando degli OGM che ha visto una parziale vittoria col decreto ministeriale, poi disatteso al momento nella pratica, ho fatto proposta di una moratoria per i debiti contratti dalle aziende agricole negli ultimi cinque anni. Altra proposta, forse quella a cui tengo di più, è che i terreni demaniali, invece che essere venduti (passati alla CDP – Cassa depositi e Prestiti) vengano dati ad affitti calmierati a giovani agricoltori per la creazione di aziende agricole agro-ecologiche. Gli utili andrebbero direttamente agli enti locali e la proprietà rimarrebbe, come bene comune, nella disponibilità pubblica dello Stato o degli enti locali. Così inoltre non si rischia che le terre demaniali vengano accaparrate dalla criminalità organizzata o da speculatori per cambiarne la destinazione d’uso o produrre agro-combustibili o fotovoltaico a terra.  La produzione di cibo sano e genuino è una priorità. E tanto più in un periodo storico come il nostro in cui il consumo di suolo è elevatissimo. Infatti, un’altra proposta che seguo da vicino è quella sul Consumo di suolo. Un’altra ancora è la revisione della legge sullo sfruttamento lavorativo degli extracomunitari, poter denunciare il caporale e inserire le aggravanti è prioritario, così come la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno immediato per chi denuncia; così come nel caso della protezione immediata per chi denuncia la mafia.

Un’agenda accurata. Vorrei chiederle qualche cosa anche sul rapporto con il M5S. Non pensa che il M5S abbia sbagliato a non dare la prima volta un’opportunità al PD e anche questa volta, non era meglio proporsi per un rimpasto di governo invece di spingere per le elezioni anticipate?

Ora la proposta di un rimpasto era il minimo che si potesse proporre per dare discontinuità a questo governo. Un governo PD, M5S e Sel sarebbe il miglior governo possibile in questa legislatura, anche se non il migliore in assoluto. Credo sia evidente a tutti, invece è accaduto l’esatto contrario. Ciò che più mi dispiace è che i risultati che portiamo a casa per le persone in difficoltà sono pochi. Tanta propaganda contro la casta e poca critica al sistema capitalista, alla finanza, alle lobby. In contatto con altri parlamentari ex M5S sto lavorando affinché la realtà della democrazia partecipativa, e successivamente diretta, divenga una realtà senza leader, senza vertici. Possiamo già trarre ispirazione dagli sviluppi del 15M (movimento degli indignados in Spagna) in Spagna.

Ringrazio l’On. Adriano Zaccagnini per essersi reso disponibile e aver autorizzato la pubblicazione dell’intervista che avete qua letto. 

ultima modifica: 2013-10-07T17:57:36+00:00 da Federico Quadrelli