Elezioni in Germania. Considerazioni sul duello-tv tra Merkel e Schulz

Elezioni in Germania. Considerazioni sul duello-tv tra Merkel e Schulz

Ho seguito il duello tv tra Angela Merkel e Martin Schulz assieme al gruppo SPD del mio quaritere, quello di Moabit (Mitte) e alla nostra Spitzenkandidatin (Capolista) per Berlino, Eva Högl. Per l’occasione è stato allestito un mega schermo nello spiazzo del mercato coperto del quartiere. Presenti almeno 200 persone, tra iscritti e simpatizzanti della SPD, elettrici ed elettori, e semplici curiosi.

Un pubblico composto, attento, rispettoso. Presenti anche alcuni italiani di passaggio, non voteranno. Ma erano lì per curiosità. Stupiti da tanto silenzio, malgrado ci fosse lo stand per bere e mangiare. Stupiti anche dal modo in cui Merkel e Schulz si sono confrontati. Non si parlano uno addosso all’altro. Tono sempre identico. Domanda-Risposta. Nessun colpo di scena. Linguaggio rispettoso, sempre composto. La reazione: che noia! Una ragazza tedesca ironizza e dice: vorrei vedere anche io volare una scarpa di tanto in tanto! Un po’ più di passione! Come da voi (in Italia). Sorrido e dico: meglio di no.

Ma arriviamo alla sostanza. I moderatori non hanno fatto un bel lavoro. Uno in particolare, Klaus Strunz pedante, pretestuoso, ha monopolizzato la discussione sulla questione dei migranti e dei richiedenti asilo, ovviamente sottolineando l’aspetto della “sicurezza”. Domande poste in un modo crudo, impreciso, con citazioni sbagliate di dati e testi (ivi compreso un intervento dello stesso Schulz). Sembrava non un moderatore, ma un attivista del partito di estrema destra AfD.

Proprio Der Spiegel ha osservato che il 31% del tempo complessivo del dibattito è stato focalizzato sul tema “Migration und Abschiebung”ossia “migrazione e rimpatri”. Circa il 10% alla Turchia (dall’accordo con la EU alle trattative per un eventuale ingresso nell’Unione), 8% all’Islam e al terrorismo internazionale. In altri termini, al tema migrazione e rimpatri sono stati dedicati circa 29 minuti, al tema Turchia circa 10 minuti e al tema Islam 8 minuti. Al tema pensioni, invece, appena 1 minuto e 33 secondi, al tema disoccupazione 4 minuti e lo stesso per le politiche sociali.

La sproporzione nel tempo dedicato a un tema rispetto a tutti gli altri ha colpito. Inoltre, la sensazione è stata che ad avvantaggiarsi sia stata AfD, nemmeno presente, e non certo i due protagonisti del duello televisivo. Il moderatore ha fatto di tutto per mettere in relazione gli errori delle politiche sulla migrazione della coalizione CDU-SPD con l’aumento dell’insicurezza nel paese. E in un contesto simile, Merkle non poteva che difendere il suo operato, e Schulz essere critico, ma moderatamente, dato che la SPD è il partner di governo. Inoltre, la SPD ha votato compattamente le riforme del diritto d’asilo volute dal ministro degli interni De Maziere. Ricordo, infatti, che nelle file della SPD solo una deputata, Cansel Kiziltepe, votò contro.

Merkel è apparsa sicura nella sua posizione di vantaggio. Si vede che è certa di una sua ennesima vittoria. Il Duello è stato come “concesso”. E non certo perché lei ne avesse un qualche bisogno. Schulz, di contro, ha reagito bene alle domande e ha dimostrato chiarezza e competenza.

Merkel è riusciuta comunque a mettere l’avversario in una posizione scomoda. Ha rilanciato ad ogni risposta di Schulz con il “noi”, sottolineando una cosa importante: caro Schulz, anche se ora critichi determinate politiche e scelte, ti ricordo che eri informato e che il tuo partito era co-protagonista. Gli ricorda, infatti, del ruolo di Sigmar Gabriel come vice-cancelliere prima e ministro degli esteri poi. E il suo ruolo in Europa. Annuiscono a vicenda spesso a rispettivi interventi. Sembra che non si vogliano contraddire troppo. Magari in vista di una ennesima coalizione.

I commenti che senso attorno a me, e anche alcuni messaggi che ricevo, parlano di “una debole demarcazione”, oppure “non si apprezzano le differenze”. Insomma, troppa vicinanza tra i due. Si fiuta il rischio di una nuova coalizione CDU-SPD. Ma questo non stupisce, anzi. Dopo anni di coalizione da partner di minoranza la SPD esce oggi certamente indebolita. Nel ruolo di critico della CDU risulta poco credibile. Forse è per questo che la Die Linke, è l’unico partito nel panorama di “sinistra” che cresce. La SPD nei sondaggi arretra. I verdi anche. Aumenta molto anche FDP, il partito liberale di destra, che a questo giro è dato tra l’8 e il 10% e che nel 2013 non raggiunse il 5% e fu escluso dal Parlamento. AfD tra l’8% e il 10%.

Insomma, crescono soprattutto i partiti delle opposizioni. A fronte di un’astensione  sempre più ampia. Il segnale è evidente: insofferenza, stanchezza, assenza di credibilità da parte di partiti di governo su tante questioni. Ma al netto di ciò, la CDU/CSU con Angela Merkel resta il partito di maggioranza relativa. Perde forse un po’ di consenso ma il risultato sarà comunque, ipotizzo, tra il 36 e il 40%. Insufficiente per un governo autonomo, ma con la presenza di FDP, una coalizione più “in sintonia” con la loro visione del mondo è possibile.

Infine, qualche considerazione sulla vera capacità di mobilitare consenso con un duello tv. Sempre secondo Der Spiegel, il duello non ha spostato molto. Oltre il 70% dei rispondenti alla survey dichiara di non aver cambiato idea. La scelta è stata già presa e il duello non ha influito. Il 6.6% sostiene che voterà gli altri partiti, mentre il 10% di essersi convinto a sostenere la SPD.

In conclusione, il 24 settembre sarà molto interessante. Malgrado i sondaggi attuali, è vero che ci sono ancora molti indecisi (circa 1 elettore su 2). Quindi alla fine, le % potrebbero variare sensibilmente. Difficilmente, però, lo scenario potrà essere stravolto. Le scelte che però la SPD farà, dopo le elezioni, saranno davvero cruciali per la sua stessa esistenza. Una eventuale nuova coalizione con la CUD per molti sarebbe “der Niedergang”. Io direi piuttosto una catastrofe.

ultima modifica: 2017-09-04T23:21:27+00:00 da Federico Quadrelli