Dedicato a MEB, Maria Elena Boschi

Dedicato a MEB, Maria Elena Boschi

Annunciata con strilli e foto da divina, la giovane toscana figlia di cotanto padre banchiere e pupilla del giovane toscano figlio di imprenditore dedito a curar fallimenti di imprese, a volte arrogantella quanto basta a definire “gli altri” che non la pensano come lei e lui bugiardoni e magari anche gufacci, pontifica sul nostro avvenir, tutelata da antica amicizia con il Verdini pur anche lui toscanaccio facoltoso con coorte di anziani reduci, tutti allegramente intenti a realizzare, con l’accordo evidente dell’anziano leader Silvio, la “bastarda” maggioranza per tenersi il potere sino al 2018.

Ammette, la giovane Maria Elena Boschi, di leggere a notte fonda articoli e commenti economici “interessanti” ma che poi certa e confortata dal dottor Lotti, loro proseguono per la loro strada. Non se la prenderà mai troppo la giovane ministro se leggendo “stralci e commenti” si troverà persone che vanno avanti senza sottomettersi alla vulgata renziana.

Farà cosa buona e giusta MEB a leggere l’illuminato e piacevole libro di Carlo Cottarelli che indica la vera lista della spesa, fa bene MEB a non rinunciare al suo fascino profumato di giglio preparandosi a bacchettare sulle mani l’amico Nesi sapendo già che criticherà il suo libro senza averlo ancora letto: l’importante è credere in se stesse, ma sarebbe utile anche saper ammettere i propri limiti e cristianamente essere un po’ più umili.

l sondaggi non sono l’Italia: l’italia che lavora e che risparmia, l’Italia che cambia canale quando sui teleschermi urlate tutti destrosi e non destrosi, sinistrosi e non sinistrosi, saponette profumate ma ignoranti.

L’italia vera non aspetterà che voi ce la raccontiate l’Italia che vogliamo e quella che non vogliamo. Perché i valori italiani sono senza tempo ma sempre robustamente chiari, perché la laicità,l a dignità e l’austerità e la fatica scorrono nelle nostre vene ,lontano dal clamore dei palazzi e dalle tecnologie del twitter immaginifico perché essere lavoratori e lavoratrici italiani, padri e madri, nonni, cittadini e cittadine del mondo internazionale che ci sbeffeggia malinconicamente, significa non raccontare come sarà l’Italia nel 2018 ma farla, dimostrando di sapere portare in dote riforme che servono e non pasticci.

E saper anche accogliere la competenza altrui e non respingere custodendo gelosamente e insapientemente un potere fetido lontano dai paesi e dalle città dove la vita non è mondana ma quotidianamente da conquistare e si deve difendere dagli scippi polverosi e sistematici delle scelte dei palazzi rancidi e romanocentrici lontani dalla realtà.

ultima modifica: 2015-07-31T13:18:28+00:00 da Alessandra Servidori

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