Albert Bourla, presidente della società farmaceutica statunitense, ha annunciato i primi risultati positivi della fase 3 della sperimentazione sul vaccino. Adesso Pfizer punta a chiedere all’Agenzia del farmaco e dell’alimentazione degli Usa un’autorizzazione d’emergenza per la produzione entro la fine dell’anno di un numero di dosi necessario a immunizzare tra le 15 e le 20 milioni di persone

Annunciata questa mattina l’efficacia al 90% della sperimentazione del vaccino anti Covid-19 di Pfizer e Biontech. A parlare è stato il presidente di Pfizer Albert Bourla. Secondo i primi risultati della fase 3 delle due società farmaceutiche, ovvero l’ultima prima che i produttori possano presentare una domanda di omologazione del vaccino.

L’efficacia, hanno detto Pfizer e Biontech, è stata misurata paragonando l’effetto sui partecipanti contagiati a cui è stato iniettato il vaccino con quello di chi ha invece ricevuto la somministrazione di un placebo, “7 giorni dopo la seconda dose e 28 giorni dopo la prima”. Se i risultati dovessero essere confermati, il livello di protezione offerto sarebbe simile a quello che si trova in numerosi altri vaccini considerati altamente efficaci come, ad esempio, quello contro il morbillo.

Nei volontari finora non sono state osservate serie controindicazioni. Pfizer punta a chiedere all’Agenzia del farmaco e dell’alimentazione (Food and drug administration, Fda) degli Stati Uniti un’autorizzazione d’emergenza per la produzione entro la fine dell’anno di un numero di dosi necessario a immunizzare tra le 15 e le 20 milioni di persone.

Walter Ricciardi, che ha commentato a caldo nella trasmissione L’aria che tira condotta dal Myrta Merlino la notizia, ha sottolineato proprio l’importanza della presentazione dei dati alle autorità competenti. Negli Stati Uniti, sede della Pfizer appunto la Fda, in Europa l’Ema, che solitamente per dare il suo responso impiega quasi sei mesi. In periodo di emergenza, farà i controlli in 1-2 mesi, quindi si parla, ha detto Ricciardi, dei primi mesi del 2021, qualora i dati si avessero entro breve tempo. In effetti erano attesi questa settimana proprio i dati Pfizer: “Nella migliore delle ipotesi, l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, potrà autorizzare l’immissione in commercio nei primi mesi del 2021. Che saranno ancora di dura battaglia. Poi tra vaccino, nuove cure ed effetto delle misure adottate in autunno dovremmo vedere la luce. Ma per uscire dal tunnel servirà buona parte del prossimo anno”, aveva detto già questa mattina Ricciardi.

“Questo è un momento storico”, ha detto in un’intervista Kathrin Jansen, vicepresidente senior e capo della ricerca e sviluppo sui vaccini presso Pfizer. “Questa era una situazione devastante, una pandemia, e abbiamo intrapreso un percorso e un obiettivo che nessuno ha mai raggiunto: inventare un vaccino entro un anno”.

La statunitense Pfizer è la prima società che riesce a dare risultati positivi in una fase avanzata della ricerca del vaccino. Undici vaccini sono in fase avanzata di sperimentazione, di cui quattro negli Stati Uniti.

Intanto la Commissione Europea, attraverso il portavoce alla Salute Stefan de Keersmaecker, fa sapere che ha “siglato contratti di preacquisto con tre case farmaceutiche che stanno sviluppando un vaccino contro la Covid-19”, AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson.

“Stiamo negoziando contratti con altre tre compagnie, inclusa Biontech-Pfizer. Non appena avremo raggiunto un accordo sul contratto con Biontech-Pfizer o con un’altra compagnia, vi informeremo. Quello che conta per noi è sviluppare un portafoglio di vaccini il più diversificato possibile”, ha concluso.

La notizia è così importante tanto che i mercati l’hanno presa con euforia: a due ore e mezza da inizio seduta i futures sul Dow Jones balzano di oltre 860 punti, pari al più 3,06%, quelli sullo S&P 500 segnano più 2,89% e i futures sul Nasdaq salgono del 2,37%.

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