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 About Stefano Monti

Stefano Monti, partner Monti&Taft, è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisoring, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.

Corporate giving, verso un nuovo modello di relazione sociale. Il commento di Monti

Di Stefano Monti
Il tema delle donazioni d’impresa richiede una riflessione ben strutturata. Prima ancora che tecnica, la questione è di tipo culturale. La sfida è spostare l’attenzione dal profitto al valore sociale, promuovendo un approccio culturale e normativo che favorisca la sostenibilità e lo sviluppo del settore. Il commento di Stefano Monti

L'Autonomia regionale oltre le semplificazioni. L'opinione di Monti

Di Stefano Monti

La legge sull’autonomia regionale differenziata ha innescato un acceso dibattito e ha portato a una serie di semplificazioni che sarebbe stato necessario scongiurare. L’opinione di Stefano Monti

Più lavoro e meno tempo libero. Il caso della Grecia

In un momento in cui si parla di settimana lavorativa corta, la Grecia promuove una legge che consente ai datori di lavoro di contrattualizzare sino a 48ore di lavoro a settimana, spostando a 6 i giorni lavorativi. Il dibattito è, ovviamente, acceso

Senza fissa dimora, come il mercato immobiliare può cambiare la nostra cultura

Nel nostro Paese ci si limita ad assistere agli eventi, lasciando che le cose seguano il proprio corso, e aspettando che, giunta l’emergenza, si possa trovare una soluzione alternativa. E questo vale anche per il mattone. Il commento di Stefano Monti

Le ultime elezioni europee e la cultura della democrazia. Il nesso secondo Monti

Stefano Monti riflette sul perché l’affluenza al voto nel nostro Paese è il riflesso di un progressivo e inesorabile allontanamento dei cittadini non tanto alla politica, ma alla cultura stessa della democrazia

Cina, un gigante che corre meno e pensa di più (alla cultura)

Primi posti nelle classifiche globali della ricerca, dell’istruzione universitaria, della tecnologia, del mercato dell’arte. Primi posti per patrimoni culturali Unesco. L’Europa, di fronte alla grande rilevanza che Xi Jinping sta riconoscendo all’industria della conoscenza e alle industrie culturali e creative, non ha sinora definito una reale strategia di posizionamento globale. Il commento di Stefano Monti

A cosa serve la cultura se non a produrre cultura? La riflessione di Monti

Dalla cultura la cultura si gemma. Dal patrimonio nasce la produzione. Prima di guardarne gli aspetti manageriali, è forse importante iniziare a capire bene le ragioni per le quali, considerare come separate queste espressioni della nostra società è probabilmente un errore

Gli over 65 del futuro? Senza cultura, una generazione di zombie

Senza over 65 che vanno al cinema, o al teatro, o a concerti o a musei, costruiremo una generazione di dipendenti da smartphone. Abbiamo l’opportunità di anticipare una potenziale minaccia. Sarebbe irresponsabile non porvi rimedio, e quantomeno scellerato non provarci. L’intervento di Stefano Monti

Il mercato pubblico della cultura può essere una (grande) leva economica. Scrive Monti

La quota pubblica del settore culturale ha una grande valenza per il nostro Paese. Rendere tale dimensione funzionale all’intero settore può essere una chiave di volta importante per lo sviluppo di un mercato e di una dimensione della vita democratica, che potrebbe essere davvero ben più florida di quanto ad oggi sia

Cosa dice l'Istat sulla soddisfazione degli italiani

I dati dell’Istat danno un’indicazione sulla soddisfazione degli italiani, ma anche di cosa li rende soddisfatti. Pur non avendo una robustezza statistica, si tratta di un’indicazione che varrebbe la pena considerare. Perché per dirlo con uno slogan: il valore del proprio tempo libero non si misura in ore, e nemmeno in denaro. Si misura in qualità

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