Ecco numeri e dettagli choc delle migrazioni da Libia, Eritrea ed Egitto

Ecco numeri e dettagli choc delle migrazioni da Libia, Eritrea ed Egitto
Che cosa ha detto l'ammiraglio Enrico Credendino, comandante della missione EunavFor Med, ascoltato il 4 febbraio dalle commissioni Difesa di Camera e Senato

Donne che assumono la pillola perché sanno che saranno violentate dai trafficanti e minori venduti a chi espianta gli organi. C’è anche questo dietro la tragedia dell’immigrazione che travolge l’Italia e l’Europa. L’ammiraglio Enrico Credendino (nella foto), comandante della missione EunavFor Med, è stato ascoltato il 4 febbraio dalle commissioni Difesa di Camera e Senato e ha fornito cifre impressionanti come bilancio dell’attività. Il 14 per cento dei migranti che partono dalla Libia, ha detto Credendino, è composto da donne «che sanno che verranno abusate durante il viaggio tanto che molte prendono la pillola, è veramente una condizione terribile». L’8 per cento è composto da bambini e minori non accompagnati, in particolare provenienti da Egitto ed Eritrea. «Alcuni – ha aggiunto l’ammiraglio – pare che possano essere venduti alle reti che espiantano organi».

I NUMERI

I dati forniti dal comandante di EunavFor Med confermano che l’anno scorso gran parte del fenomeno migratorio non ha riguardato l’Africa: «L’83 per cento dei migranti ha scelto la rotta da Est, il 16 per cento quella da Sud» perché quest’ultima «è una rotta molto più pericolosa». Si tratta comunque di numeri alti perché dalla Libia nel 2015 sono partite circa 150.000 persone verso l’Italia e circa 3.000 sono morte in mare. Il 91 per cento ha come base di partenza la Tripolitania e il 9 per cento l’Egitto, anche se quest’ultimo flusso è quasi scomparso nelle ultime settimane.

L’IMPEGNO ITALIANO

La missione europea antiscafisti impegna 1.400 uomini, di cui 700 italiani, ed essendo allo stesso tempo un’operazione militare e di polizia ha permesso di ricostruire l’attività dei trafficanti. Credendino e l’ammiraglio Andrea Gueglio, collegato da bordo della portaerei Cavour, hanno fornito dettagli interessanti: per esempio a est di Tripoli vengono usati gommoni di fabbricazione cinese tanto sottili che affondano dopo il primo viaggio. La «fornitura» parte dalla Turchia e passa per Malta, costano 8.000 euro l’uno e imbarcano 100 persone e alla fine il guadagno è di 700-800 euro netti per migrante. Se vengono utilizzate barche in legno, invece, il guadagno netto arriva a 400.000 euro.

LO SCENARIO

Ma le imbarcazioni in legno sono sempre di meno perché, ha detto Credendino, «abbiamo arrestato 48 scafisti e sequestrato 66 barche». Con l’operazione europea Sophia sono state salvate 9.000 persone. Il futuro dipende innanzitutto da un eventuale governo libico, non solo per l’avvio di un’operazione militare sul terreno. Credendino ha ricordato infatti che solo d’intesa con i libici sarà avviata la cosiddetta «fase 3», cioè la possibilità di operare anche in acque territoriali e a ridosso delle spiagge libiche per combattere meglio gli scafisti.

I COSTI

Il fenomeno immigrazione costa tantissimo all’Italia: 6,1 miliardi di euro nel triennio 2014-2016. Lo spiega una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro realizzato su dati di ministero dell’Interno, Commissione europea, prefetture, Anci e Fondazione Leone Moressa. La voce più importante è quella di vitto e alloggio, cioè l’accoglienza in senso stretto: alla fine del 2016 sarà pari a 3 miliardi e 668 milioni, ai quali vanno aggiunti costi militari, spese sanitarie e amministrative.

ultima modifica: 2016-02-05T07:19:53+00:00 da Stefano Vespa
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