Ecco come una telefonata del Qatar a Riad rischia di inasprire la crisi del Golfo

Ecco come una telefonata del Qatar a Riad rischia di inasprire la crisi del Golfo

A tre mesi dallo scoppio della crisi del Golfo che ha visto il Qatar isolato dai paesi del Consiglio che lo accusano di finanziare i terroristi islamisti, questo week-end le prime prove tecniche di disgelo fra qatarini e sauditi sono naufragate con una telefonata di pochi minuti. Venerdì pomeriggio a Riad è squillato il telefono nell’ufficio del principe della corona saudita Mohammed bin Salman (nella foto). Dall’altra parte della cornetta c’era l’emiro qatarino Tamim bin Hamad al Thani, che ha rotto gli indugi dicendosi disposto davanti al suo omonimo saudita a discutere le richieste sottoposte dai paesi del Golfo al Qatar per porre fine alla crisi (per ora) diplomatica.

Trattasi di 13 condizioni sottoscritte, oltre che dall’Arabia Saudita, da Bahrein, Egitto e Emirati Arabi Uniti. Tra queste, al Qatar si richiede di chiudere l’emittente Al Jazeera, allontanare le truppe turche presenti sul territorio, tagliare i rapporti con l’Iran e con qualsiasi organizzazione terroristica e di non interferire negli affari dei paesi limitrofi.

A raccontare la telefonata ci hanno pensato sabato mattina l’agenzia di Stato saudita Saudi Press Agency e quella qatarina, la Qatar News Agency. Secondo la prima lo sceicco al Thani “ha espresso il desiderio di sedersi a un tavolo e di discutere le condizioni dei quattro paesi”. L’agenzia qatarina aggiunge un dettaglio non menzionato dai colleghi di Riad: il principe bin Salman avrebbe proposto di “nominare due inviati per risolvere le controversie in modo tale da non incidere sulla sovranità degli Stati”.

Fin qui la ricostruzione delle due agenzie procede senza divergenze sostanziali. Ma un particolare riportato dalla Qatar News Agency ha creato una crisi nella crisi fra i due paesi, suscitando l’ira di Riad. Secondo i qatarini, che parlano più genericamente di una “telefonata tenutasi tra Sua Altezza l’Emiro e il Principe della Corona dell’Arabia Saudita”, dunque tacendo sull’iniziativa di al Thani, specificano che il contatto telefonico si “è basato sul coordinamento del presidente degli Stati Uniti” Donald Trump.

Donald Trump nella giornata di venerdì aveva ospitato a Washington lo sceicco Sabah Al Ahmad Al Sabah, sovrano del Kuwait che si è proposto di mediare nella crisi del Golfo con il patrocinio degli Stati Uniti. Nel primo pomeriggio Trump aveva avuto un contatto telefonico con l’emiro qatarino al Thani, con cui avrebbe discusso, fra le altre cose, “della continua minaccia che l’Iran pone alla stabilità della regione”. Ma di una mediazione di Trump per l’improvvisa chiamata di al Thani al principe saudita la Casa Bianca non dà nessuna notizia.

Che per Riad l’asserzione dell’agenzia qatarina non sia un semplice errore di protocollo, lo dimostra un comunicato di fuoco della Saudi Press Agency a nome della famiglia reale. Secondo il ministero degli Esteri saudita la ricostruzione incriminata non sarebbe altro che “la continuazione della distorsione dei fatti da parte delle autorità del Qatar” e mostrerebbe chiaramente come “il Qatar non abbia ancora capito che il Regno dell’Arabia Saudita non è disposto a tollerare da parte delle autorità qatarine la modifica degli accordi e dei fatti”.

Perché infuriarsi tanto per una frase riportata male da un’agenzia di Stato? “I sauditi non vogliono dar l’impressione di provare a contattare per primi Doha” spiega a Bloomberg Graham Griffiths, analista della società Control Risk di Dubai, “la telefonata è giunta all’improvviso, e questo non ha permesso alle due parti, in particolare ai sauditi e ai loro alleati, di coordinarne la gestione”.

L’emiro al Thani, forse troppo sicuro di aver guadagnato un alleato a Washington dopo la chiamata di Trump, potrebbe aver commesso un errore grossolano a chiamare il principe saudita senza un’adeguata preparazione diplomatica. Con pochi minuti di telefonata gli sforzi del Kuwait e della Casa Bianca per smorzare le tensioni nel golfo rischiano di essere andati in fumo.

Una dichiarazione dei sauditi per bocca dell’agenzia di Stato questo sabato conferma questi timori: “il Regno dell’Arabia Saudita dichiara che qualsiasi dialogo o comunicazione con le autorità in Qatar verrà sospesa finché non sarà pubblicato un loro chiaro comunicato in cui spiegano la loro posizione e che le loro dichiarazioni pubbliche sono in conformità ai loro impegni”.

ultima modifica: 2017-09-12T08:00:00+00:00 da Francesco Bechis

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