Sempre più proprietari abbassano il canone prima della scadenza naturale del contratto di locazione. Per la casa in affitto si sceglie anche la cedolare secca.

Al fine di acquistare casa ottenere un mutuo è un passo essenziale per numerosi italiani. Per individuare un finanziamento vantaggioso ed al contempo in linea con le proprie esigenze è possibile porre i mutui più vantaggiosi a confronto avendo cura di valutare il piano di ammortamento, le rate e gli interessi.

La crisi del mercato immobiliare non accenna a migliorare. Ad aggravare la situazione, già caratterizzata dal crollo della concessione dei mutui, si aggiungono le ultime evidenze emerse da una ricerca condotta e pubblicata da Solo Affitti, franchising immobiliare dedito alla locazione, secondo cui sempre più proprietari concederebbero uno sconto sul canone prima della scadenza del contratto di locazione per agevolarne il rinnovo.

I dati della ricerca parlano chiaro: un agente su 4 ha incontrato oltre 10 casi di riduzione negli ultimi sei mesi e la quasi totalità dei locatari intervistati (90%) ha visto ridursi il canone d’affitto prima della scadenza naturale del contratto. Un sicuro vantaggio, quindi, per chi resta in affitto non potendo richiedere un finanziamento per comprare casa. Tuttavia, è anche il segno di una profonda crisi di tutto il settore immobiliare.

Questo fenomeno è diffuso soprattutto nelle grandi città, dove il costo degli immobili rende più difficile – soprattutto in tempi di crisi – scovare affittuari realmente interessati a concludere l’affare. A tal proposito, basti pensare che quasi 1 agente su 3 ha rilevato un numero elevato (oltre 10) di riduzioni del canone di affitto prima della scadenza.

Contrariamente a quanto si possa immaginare, la riduzione non è fatta solo per ingolosire potenziali affittuari, ma anche per risparmiare sulla tassazione dovuta sugli immobili in affitto. Lo studio Solo Affitti rileva, infatti, un aumento dei proprietari di casa, che scelgono la tassazione della “cedolare secca”. Questa nuova tassa è utilizzata in ben il 64% dei casi a fronte del 36% di locatori che, invece, preferisce la tassazione Irpef.

A livello territoriale, la cedolare secca “impazza” nel Sud (73% dei casi, isole comprese) e nel Centro (70%), con picchi di preferenze a Roma e Firenze (rispettivamente con l’85% e l’83% delle preferenze). Nel Nord Italia è da segnalare il caso di Bologna, dove, grazie alla solidità del modello del canone concordato, prevale l’Irpef.

 

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