I comportamenti che più possono insospettire l’Agenzia delle Entrate durante i controlli sui conti correnti: movimenti insoliti e conti in diverse città.

I conti corrente sono prodotti bancari scelti quotidianamente dai consumatori italiani al fine di depositare il denaro in un luogo sicuro ed approfittare di accredito dello stipendio, domiciliazione delle utenze, servizi di home banking e carte di pagamento. Per individuare un’opzione in linea con le nostre necessità possiamo mettere i conti corrente delle principali banche a confronto scegliendo poi quello più adeguato alle nostre richieste.

Come è noto, da quest’anno ogni conto corrente aperto in banca degli italiani non avrà più segreti per il Fisco: la manovra “Salva Italia” ha decretato infatti la nascita della super-anagrafe dei rapporti finanziari. Un provvedimento che ha il fine di contrastare l’evasione fiscale, ma che disorienta il cittadino medio: anche se la maggior parte di noi non ha niente da nascondere, in tanti sono infastiditi dal fatto che l’Agenzia delle Entrate potrà “ficcare il naso” nei loro movimenti. L’Agenzia delle Entrate, grazie alla collaborazione delle banche, avrà infatti la facoltà di consultare tutte le nostre operazioni finanziarie a partire dal 2011.

Saranno sottoposti a verifiche estratti conto, conti deposito, passando anche per gli investimenti in titoli e i pagamenti con carta di credito, gli accessi alle cassette di sicurezza e gli acquisti di oro. Ogni incongruenza potrà far scattare gli accertamenti. Ma chi sono i soggetti che rischiano di più di incappare nei controlli? L’Agenzia delle Entrate ha annunciato che elaborerà un elenco dei contribuenti considerati più a rischio. Senza attendere che questo elenco di potenziali evasori sia stilato, è già possibile individuare i comportamente bancari che potranno più di altri “incuriosire” il Fisco.

 

La parola d’ordine per scovare i contribuenti infedeli è incongruenza: tutte le operazioni apparentemente incoerenti con il profilo di un contribuente potranno dare origine a maggiori verifiche. Qualche esempio: si pensi ad un cittadino con un tenore di vita elevato che si scopra titolare un conto corrente con poche centinaia di euro, o al contrario un semplice lavoratore dipendente con uno stipendio basso che si ritrovi sul conto improvvisamente migliaia di euro. Qualcosa non torna.

 

Saranno poi sicuramente tenute sotto controllo tutte le operazioni extra conto (cioè effettuate direttamente allo sportello attraverso contanti o assegni circolari). Un altro fattore che sarà monitorato saranno le abitudini di pagamento: se una persona che utilizza normalmente per i propri acquisti carte di credito o di debito dovesse incrementare considerevolmente l’uso di contante in un certo periodo, desterà sicuramente l’attenzione.

L’ultimo fattore tenuto sott’occhio potrà essere quello geografico. Gli agenti del Fisco potranno sicuramente insospettirsi, e quindi approfondire gli accertamenti, nel constatare che uno stesso contribuente possiede più conti correnti, o più cassette di sicurezza, in diverse città d’Italia.

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