La Senatrice Adele Gambaro è stata espulsa dal Movimento tramite votazione online sul blog di Beppe Grillo.

“Adele Gambaro è stata espulsa dal Movimento cinque stelle. “Le operazioni di voto si sono concluse. Gli aventi diritto erano 48.292, Di questi hanno votato in 19.790. Il 65,8% (pari a 13.029 Voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 Voti) ha votato per il no. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato”,

Cosa possiamo dire di questa vicenda? Moltissime cose, su un caso di per sé “insignificante”, di poco conto. Una Senatrice espone un suo pensiero, lecito a seguito dell’esito catastrofico delle elezioni amministrative e individua nel linguaggio di Beppe Grillo, un NON LEADER, come ha affermato Fico (nella tramissione Otto e Mezzo ha detto che Beppe Grillo non è il Capo) un problema.

Scene già viste, antiche e per nulla rivoluzionarie: il Capo offeso (reato di lesa maestà) chiede la testa della Senatrice. Partono annunci di ogni genere in cui si accusa Gambaro di aver tradito il movimento. Si dice che Grillo non “comanda”, ma ad ogni suo capriccio una testa salta, si dice che ha violato un regolamento, ma “non nominare Grillo invano” non è scritto da nessuna parte, si parla di democrazia, e si ignora completamente cosa significhi.

Questa nuova azione conferma i dubbi ed i timori di molti. Anche Travaglio questa volta non è tenero con il movimento, così come Scanzi. Di solito, molto accondiscendenti. Insomma, i problemi erano altri e hanno trasformato il niente in un caso. La libertà di espressione non può essere silenziata a colpi di espulsione. Questo atteggiamento è tipico di chi è sulla difensiva, politicamente debole e incapace di proporre alcunché. Ma soprattutto è un atteggiamento tipico dei fascismi.

Attenzione ai prossimi che vorranno esprimere opinioni senza averle prima convalidate in assemblea, il pensiero non è individuale, deve essere collettivizzato nella volontà di Grillo, con le sue parole e i suoi contenuti. L’assemblea salverà lo status quo e farà valere la Verità.

Benvenuti in un altro capitolo della storia dell’inquisizione.

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