Montano i mugugni nel Pd sul caso Alfano. Se i malumori dei renziani sono noti, anche perché il sindaco di Firenze è già lanciato verso il voto anticipato con il tuor europeo di accreditamento già iniziato con l’incontro con Angela Merkel, adesso sorgono pure pensieri non proprio benevolenti verso il governo Letta, a proposito del caso kazako che sta investendo direttamente l’esecutivo nonostante le rassicurazioni in Parlamento del vicepremier Angelino Alfano.

I pensieri non proprio benevolenti, dopo le dichiarazioni dell’ex capo di gabinetto del Viminale, Procaccini, sono quelle del dalemiano Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd: “Penso che potrebbe essere un atto di grande sensibilità istituzionale e politica e di grande responsabilità se, a fronte degli eventi di questi giorni, il ministro Alfano rimettesse le sue deleghe il suo mandato nelle mani del Presidente del Consiglio”, ha detto Cuperlo. Anche se poi Procaccini ha precisato che la sua versione non contraddice le parole di Alfano.

Un indizio in più per la non contrarietà dell’area dalemiana alla fine dell’esperienza del governo Letta-Alfano. Resta da vedere, comunque, quale sarà l’atteggiamento del Pd sulla mozione di sfiducia su Alfano che sarà discussa venerdì prossimo a Palazzo Madama. I dubbi dei renziani sono ormai acclarati. Ma a bilanciarli sono in arrivo i voti della Lega che non voterà la sfiducia al titolare del Viminale.

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