Da oggi in vigore il Redditometro sui conti correnti. Nuove grane in materia di privacy: in attesa della circolare ministeriale, non è chiaro chi dovrà sorvegliare.

 

Si dice spesso che chi lavora tanto guadagna tanto. Sarebbe bello se fosse così per tutti, ma anche se non lo è tutti abbiamo bisogno di tenere i nostri risparmi al sicuro in qualche istituto bancario. Ognuno di noi ha delle esigenze personali, ed è quindi necessario sapere qual è il prodotto più adatto a noi. Per fare questo, è consigliabile mettere i migliori conti correnti a confronto, in modo da capire quale istituto bancario proponga quello più vantaggioso.

 

Con il nuovo Redditometro, in vigore da oggi, il Fisco entrerà nei nostri conti correnti e fra le nostre spese, ad esempio quelle effettuate con la carta di credito, per rilevare se quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate sia in linea con il tenore di vita. Chi è un contribuente onesto non ha nulla da temere, mentre per gli evasori la vita potrebbe farsi dura. Ed in ogni caso, è legittimo che il Fisco si metta a spiare? Ci sono i presupposti per una qualche violazione della privacy?

 

Ebbene, il tema è tornato di grande attualità dopo che il Tribunale di Napoli ha annullato, con la motivazione del vizio di forma, una sentenza emessa dai giudici di Pozzuoli. Nel dettaglio, stando alla sentenza del Tribunale di Napoli il nuovo redditometro non viola la privacy di conti correnti e conti deposito (com’era stato invece deciso a Pozzuoli).

Questo non perché le violazioni non ci siano a priori, ma perché ogni decisione in merito non spetta ad un Tribunale ordinario ma alla Commissione Tributaria. In pratica a Pozzuoli è stata emessa una sentenza per cui i giudici comunque non potevano esprimersi, ma in ogni caso il contribuente che pensa di avere ragione, rispetto ai rilievi del Fisco, ora è a conoscenza della sede competente dove presentare il ricorso.

D’altronde la questione centrale è rappresentata dal fatto che non è chiaro del tutto come il Fisco effettui le indagini sui conti correnti, sulle carte di credito e sui conti deposito. Al riguardo però presto potrebbe arrivare una Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze per fare chiarezza. Basterà per evitare che molti contribuenti si appellino alle Commissioni tributarie per mettersi di traverso rispetto alle pretese del Fisco?

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