Il 19 maggio 2014 Martin Schulz ha concluso il tour della campagna elettorale a Berlino, in AlexanderPlatz. In quest’occasione c’ero anche io, in qualità di Presidente del Circolo PD Berlino e come attivista del PES.

Quando la SPD Berlino mi ha chiamato per invitarmi a prendere parte all’EuropaTalk con la candidata Syvlia-Yvonne Kaufmann, l’eurodeputata SPD Dagmar Roth-Behrendt e il coordinatore PES della Germania, Gabriel-Richard Molard, prima del discorso degli ospiti d’onore, ossia il Sindaco di Berlino Klaus Wowereit, il Ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier e il Candidato alla Presidenza della Commissione europea, Martin Schulz, non ci volevo credere. Ho accettato, perché era troppo importante esserci, come esponente del Partito Democratico, certo, come attivista PES, ma soprattutto perché dovevo testimoniare l’importanza dell’Europa a nome anche dei miei concittadini. E dire chiaramente che in Europa non c’è spazio per i populismi e per i nuovi fascismi.

C’erano centinaia di persone, ma anche decine e decine di manifestanti che ci urlavano contro e mostravano cartelli con scritto “via i nazisti dall’Ucraina“. Una protesta nei confronti della politica del ministro degli esteri lì presente, ma anche contro il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership.  Come primo discorso pubblico, da un palco politico, in una lingua che non è la mia e con alcuni dei personaggi più importanti della SPD locale, trovarsi a dover fronteggiare questa situazione non è stato affatto facile. Ve lo garantisco. Quelle grida ci arrivavano sul palco come onde violente. Solo Schulz è riuscito a parlare senza essere disturbato, lo interpreto come simbolo del suo carisma e della sua autorevolezza.

Nel prendere la parola, durante il confronto con Ho dovuto spiegare da dove vengo. Ho dovuto spiegare il valore della memoria collettiva della mia terra, la Versilia, dove proprio i nazisti a Sant’Anna di Stazzema, hanno compiuto una strage che nessuno può e deve dimenticare. Li ho guardati per dire loro che i nazisti non devono sparire solo dall’Ucraina, ma dal mondo intero e che dobbiamo lavorare insieme per questo progetto.

In Germania, questo forse in Italia non lo si sa abbastanza bene, non ci sono soglie di sbarramento e il partito neonazista, la NPD, anche con solo l’1% dei voti otterrà un rappresentante al Parlamento europeo. Con determinazione ho cercato di dire: non possiamo permetterlo. Meglio di me lo hanno spiegato gli altri.

I partiti radicali della destra e gli euroscettici stanno ottenendo in tutta Europa un ampio consenso e questo è un rischio concreto per il futuro della nostra Europa e della nostra democrazia. Nell’EuropaTalk abbiamo discusso di molte altre cose, dell’importanza delle elezioni e dell’esercizio del proprio diritto di voto; della libertà di pensiero e della libertà di manifestare, ma rispettando il diritto dell’altro a parlare e dialogare; personalmente ho cercato di porre l’accento sulla gravità della condizione giovanile nel Sud Europa, con la disoccupazione alle stelle e con la crescente quota di NEET in Italia come altrove. Abbiamo discusso di quali possono essere le misure da prendere per intervenire al più presto, e mi rasserena che Martin Schulz abbia messo la questione giovanile come priorità del suo programma.

Che cosa è l’Europa? Si potrebbero scrivere infinite pagine su questo. Mi limito a dire ciò che è stata, ossia un progetto di pace, ciò che è oggi, un Network di Stati sovrani con accordi per lo più economici, e cosa vorrei fosse: una confederazione di Stati integrati economicamente, socialmente e politicamente. La realizzazione di un progetto di pace, che implica non solo la libertà dalla guerra, anche se ad Est ci sono brutti presagi; ma anche la libertà dalla paura di un futuro incerto, dalla disoccupazione e dalla precarietà, dalla disaffezione e disillusione. L’Europa è il nostro futuro, è la nostra casa.

L’Europa è una possibilità per milioni di persone di sentirsi al sicuro e protette. In una società e comunità che dal passato ha imparato molto. Per questo sento il bisogno incessante, ogni momento che posso, di dire: andate a votare, scegliete il Schulz o uno degli altri candidati, ma andate a votare e non permettete ai nuovi radicalismi di deformare l’Europa e di minarne le fondamenta.

Ciò che dobbiamo fare come politici è dare alle persone una prospettiva, uno sguardo sul futuro. E dobbiamo fare di tutto affinché questo sguardo sia verso un orizzonte luminoso libero dalla paura e dall’incertezza.

Qui il link della SPD Berlin con le immagini dell’evento e la descrizione, in tedesco.

La mia intervista a Vorwänts il giornale dei socialdemocratici tedeschi.

 

 

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