L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha comportato, dai primi di marzo su tutto il territorio nazionale, la sospensione delle attività didattiche ordinarie in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado e l’avvio in tempi molto ristretti di iniziative di didattica a distanza (DAD) un impegno enorme su larga scala che ha rappresentato una sfida inedita per docenti, dirigenti scolastici, studenti e famiglie.

CLASSI SOSPESE

All’improvviso tutte le scuole si sono travate catapultate nel mondo della formazione a distanza ed hanno dovuto ripensare rapidamente il modello educativo ai tempi del coronavirus ed anche in questo la tecnologia e il digitale ci sono venuti in aiuto con la didattica da remoto.

Non è stato un processo indolore: sono stati profusi grandi sforzi da parte di presidi e docenti che non sono nativi digitali, a volte si sono riscontrate difficoltà ad assimilare e sviluppare in pochi giorni questa nuova metodologia, farla propria, scoprirne le opportunità e i limiti.

Da tempo era nell’aria ma il 27 aprile scorso il Presidente del Consiglio Conte ha confermato che la scuola non riaprirà prima di settembre e quindi la didattica a distanza resterà l’unica forma di contatto tra scuole e studenti e i computer, tablet e smartphone saranno gli unici strumenti didattici a disposizione. Le scuole ormai sono quasi tutte attrezzate e dopo che le attività online sono diventate obbligatorie con circolare ministeriale la quotidianità degli istituti ha preso un corso di normalità, seppure forzata, digitale.

VIDEO LEZIONI

Naturalmente la didattica a distanza non ha preso e non prenderà mai il posto della didattica in presenza, come hanno ribadito più volte sia il Presidente della Repubblica che la Ministra Azzolina, perché non può sostituire un mondo scolastico fatto di relazioni, sguardi, di presenza fisica, di accompagnamento alla crescita culturale e umana nella vicinanza non nella distanza. Quindi nell’attesa di riconquistare la didattica in presenza, questa prassi a distanza, anche se si è rivelata abbastanza faticosa, si è ormai consolidata con un grande lavoro, dove intere classi incontrano i loro docenti in regolari video conferenze per dialogare, chiarire ed organizzare attività cercando però di non eccedere con il tempo dedicato alla connessione.

Infatti è importante dedicare anche l’attenzione alla salute della vista e anche al giusto tempo dedicato alle attività motorie.

I contenuti disciplinari e le attività vengono somministrate alle classi sotto forma di video lezioni, podcast, attività in piattaforma di e-learning, esercitazioni online e i materiali convergono nei tre canali ufficiali adottati dalla scuola protetti in piena salvaguardia dei dati e sicurezza informatica. Piattaforme come Firstclass, Argo scuola next e teams di Microsoft. In particolare il ricorso a Teams è stato adottato per le videoconferenze ma anche per le attività didattiche che prevedono la condivisione di materiali, dal momento che rientrava nel catalogo AGID adottato dal Ministero della Pubblica Istruzione perché garantisce maggiori tutele.

NUOVI MODELLI

La didattica a distanza pur essendo l’unico strumento che ha consentito una continuità delle attività curriculari presenta anche delle ombre, le ombre sono dovute al fatto che c’è un innegabile “Digital Divide” in Italia. Ci sono milioni di famiglie che non hanno in dotazione strumenti informatici che addirittura non hanno una connessione ad Internet, come riportano i recenti dati illustrati dall’Istat.

A questo si è cercato di ovviare somministrando lezioni attraverso la piattaforma di Rai Scuola e di Rai Yo Yo per i più piccoli, ma purtroppo anche questi canali tematici che la Rai dedica all’istruzione non sono fruibili da tutti, basti pensare ai piccoli paesi che si trovano in montagna o sulle isole che non vengono raggiunti da questi canali tematici.

Per questo l’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, si è fatta portavoce nelle sue proposte al governo di un incremento delle risorse per superare proprio questo divario digitale, per mettere a disposizione delle famiglie indigenti i mezzi perché i loro figli possano seguire le lezioni e la didattica distanza, e dotarli di ogni strumento utile, quali tablet e computer che consentano loro di connettersi alle attività della classe virtuale.

E grazie anche al programma di investimenti europeo con il cosiddetto Recovery Plan, passando per il DL Rilancio presentato nei giorni scorsi, si apre una nuova stagione all’insegna dell’innovazione e della formazione scolastica e universitaria, la quale metterà in mano, senza discriminazione alcuna, gli strumenti per la riscoperta di un nuovo humus culturale che una nuova visione di sviluppo dell’Italia in chiave innovativa.

@Angi_tech

 

Condividi tramite