A otto anni dall'attentato antisemita in Bulgaria, 236 parlamentari Usa, europei e israeliani chiedono all'Ue di non distinguere più tra ramo politico e ala militare di Hezbollah (classificazione che il gruppo stesso respinge) e di bandire l'intera organizzazione

Duecentotrentasei deputati di entrambe le sponde dell’Atlantico hanno firmato una “dichiarazione transatlantica” pubblicata dal sito dell’Ajc Transatlantic Institute, cioè l’ufficio europeo dell’American Jewish Committee, per chiedere “all’Unione europea di designare Hezbollah come organizzazione terroristica nella sua interezza”.

L’ATTENTATO DEL 2012

Il 19 luglio di otto anni fa, l’attentato suicida in Bulgaria contro un autobus per stava portando turisti giunti da Israele dall’aeroporto ai loro hotel. Persero la vita sei persone: l’autista bulgaro e cinque cittadini israeliani, tra cui una donna incinta. Quell’attacco terroristico fu opera di Hezbollah, l’organizzazione libanese finanziata dall’Iran. A seguito di quell’episodio, come ricorda la dichiarazione pubblicata oggi, “l’Unione europea ha vietato unicamente la cosiddetta ala militare di Hezbollah, interrompendo le relazioni con il gruppo terroristico solo attraverso il meccanismo delle sanzioni”. “Sollecitiamo pertanto l’Ue a porre fine a questa falsa distinzione tra braccio ‘militare’ e ‘politico’ — una distinzione che Hezbollah stesso respinge — e quindi chiediamo di mettere al bando l’intera organizzazione”, si legge nell’appello.

I FIRMATARI

I firmatari sono europarlamentari, deputati degli Stati Uniti, dei Paesi dell’Unione europea e di Israele. Figurano: i senatori statunitensi Ted Cruz e Marco Rubio, l’ex ministro israeliano Yair Lapid e il presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo David McAllister. Ecco gli italiani: i senatori di Forza Italia Massimo Berutti, Andrea Causin, Massimo Ferro, Lucio Malan, Giuseppe Moles, Adriano Paroli, Maria Rizzotti; i deputati di Forza Italia Giorgio Mulé, Andrea Orsini, Urania Papatheu e Maria Tripodi; gli eurodeputati Carlo Calenda e Pina Picierno (S&D), Salvatore De Meo, Fulvio Martusciello e l’ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (Ppe).

LE ATTIVITÀ DI HEZBOLLAH

“Hezbollah, l’alleato più micidiale del regime iraniano, gestisce una rete terroristica globale che minaccia non solo i Paesi della sua stessa area geografia, ma anche le democrazia occidentali”, si legge ancora nel documento in cui si evidenziano le attività del gruppo al fianco del “regime assassino” di Bashar Al Assad in Siria, oltre all’addestramento e al rifornimento di armi alle milizie sciite in Yemen e Iraq. E ancora: “Utilizza la propria popolazione civile come scudi umani per nascondere circa 150.000 missili puntati contro civili israeliani”. E proprio lo Stato ebraico è al centro delle celebrazioni annuali del Quds Day di Hezbollah, ricorda la dichiarazione, durante le quali “le richieste di annientamento” di Israele “fanno eco ai capitoli più oscuri della storia europea”.

GLI ESEMPI DA SEGUIRE

“Come mostrano gli esempi degli Stati Uniti, dei Paesi Bassi, del Canada, del Regno Unito, del Consiglio di cooperazione del Golfo della Lega araba, mettere al bando Hezbollah non preclude il continuo impegno politico con Beirut”, scrivono i parlamentari, convinti che la proscrizione non destabilizzare il Paese bensì sia l’unica possibilità per la sua reale stabilità economica e politica. “L’Unione europea, che rappresenta la democrazie, i diritti umani e l’ordine internazionale basato sul rispetto dello stato di diritto, dovrebbe esercitare la propria autorità per mettere in guardia da Hezbollah. La nostra sicurezza collettiva e l’integrità dei nostri valori democratici sono in gioco: è questo il momento di agire”, concludono i deputati.

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